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Ambulatorio per la salute

Un’équipe di specialisti a disposizione per soluzioni su misura: osteopata, chinesiologo, podologo, massoterapista, nutrizionista

La prevenzione è l’elemento prioritario per garantire qualità di vita e favorire un buon invecchiamento. Da gennaio 2019 è attivo, presso il Polo Salute in Movimento nell’Unità San Vincenzo di Cesano Boscone, un servizio per la comunità in regime di solvenza, che oltre a garantire le sedute di Attività Fisica Adattata (APA) presso la palestra annessa, permette di ottenere la consulenza di un’equipe di professionisti quali: osteopata, chinesiologo, podologo, massoterapista e nutrizionista, per avere consigli utili all’adozione di corretti stili di vita.

Si tratta dell’Ambulatorio per la Salute, uno sviluppo del servizio “Salute in Movimento” che risponde alla domanda di prevenzione e mantenimento da parte di diverse tipologie di utenti affetti da problematiche croniche stabilizzate.

Il servizio permette di usufruire di una sola tipologia di prestazione, o di un pacchetto di prestazioni, secondo le esigenze; ogni prestazione può essere singola o associata ad altre prestazioni, tutte volte a generare effetti benefici importanti sul nostro corpo e orientate verso la cura del paziente.

Per info e prenotazioni: Ambulatorio per la Salute, tel. 331.6064575

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Lavoro e autismo: Masha è una risorsa

Masha ha 25 anni, ha studiato grafica, è seguita da Sacra Famiglia. Che ha affiancato lei

e l’azienda in cui lavora perché il suo inserimento fosse un successo.

Qualche ostacolo c’è sempre e anche qualche preconcetto da parte dei colleghi, come testimonia anche questa esperienza positiva, ma il tempo e l’apertura mentale, insieme alla voglia di conoscersi e sperimentarsi, fanno la differenza e dai dubbi si passa alla certezza: un collega con autismo è una ricchezza, non un vincolo.

Strano che la casa madre avesse inviato così tanti campioni di puzzle 3D fatti a macchina: di solito ne mandavano uno, massimo due… quella volta, invece, ne erano arrivati diversi, forse dieci. Maddalena era perplessa. Eppure non c’erano dubbi: quelle scarpe così impeccabili non potevano che essere uscite dalla fabbrica. Senza difetti, con i pezzi perfettamente incastrati, talmente precisi che quasi non avevano bisogno della solita mano di sigillante che si applica di default su quelli costruiti a mano, perché durino nel tempo senza sbriciolarsi. «Masha, ne sai qualcosa?», chiese Maddalena alla nuova collega, che proprio quella settimana aveva iniziato ad assemblare i suoi primi puzzle. Bastò uno sguardo. Nessun invio errato: era stata Masha, dalle eccezionali doti di manualità, concentrazione e memoria visiva, a montare quei puzzle da record. «Questo è solo uno dei suoi tanti talenti, forse il primo che abbiamo scoperto», dice oggi questa giovane (30 anni) key account manager di Ravensburger, l’azienda che a novembre ha assunto con contratto di stage, proprio nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, Masha Giò, affidandola alle sue cure come tutor aziendale. «Se dicessi che non avevo nessuna preoccupazione per il suo arrivo, mentirei», aggiunge Maddalena, «anche perché, pur sapendo di poter contare sul sostegno del mio capo e su un’azienda che non ti lascia mai solo, non avevo proprio idea di come sarebbe stato lavorare con una persona autistica. Sei mesi dopo posso dire di aver imparato tanto e di essere anche cambiata nel mio modo di lavorare e comunicare con gli altri. Tutto grazie a Masha».

A fine 2018, dopo una serie di contatti intercorsi tra il professor Lucio Moderato, Direttore dei Servizi Innovativi per l’autismo di Sacra Famiglia, e il general manager di Ravensburger Italia e Spagna Francesco Bracone, si concretizza la possibilità di inserire Masha, con diagnosi di autismo ad alto funzionamento, negli uffici milanesi della famosa azienda tedesca di giochi da tavolo. La ragazza non aveva nessuna voglia di finire a preparare caffè e fare fotocopie.

«Per avere a che fare con Masha, come con altre persone autistiche, bisogna familiarizzare col loro modo di ragionare e imparare un tipo di comunicazione diverso», spiega Paola Ferrazzi, laureanda in Psicologia, la tutor di Masha per Sacra Famiglia. «Bisogna evitare troppi stimoli sonori o visivi, programmare con cura le attività, spiegare passo passo le fasi di un compito, evitare metafore e linguaggio figurato. In questo modo si riesce a ottenere molto da queste persone che, come tutti, provano grande soddisfazione nel far bene il proprio lavoro e desiderano essere apprezzate». Gli esempi, anche divertenti, non mancano: «A Masha non si può dire che una riunione dura “due minuti”, perché dopo 120 secondi lei si alza e se ne va», racconta divertita Maddalena, «come non le si può chiedere se “ha voglia” di fare una cosa, perché risponderà di no. Bisogna dirle: fai questo. Zero fronzoli, niente inutili giri di parole, divieto totale di approssimazione. Questo mi ha insegnato stare con lei».

«Siamo un’azienda, quindi non dobbiamo mai perdere di vista l’economicità», spiega il general manager Francesco Bracone. «Se Lucio Moderato mi avesse proposto di inserire Masha per solidarietà, avrei detto di no. Certo, all’inizio avevo qualche dubbio sul successo dell’operazione, ma mi sono fidato perché dall’altra parte c’era un partner come Sacra Famiglia. Ora siamo soddisfatti e ottimisti: visto che è un momento positivo per l’azienda, sono sicuro che troveremo il modo per dare continuità alla presenza di Masha tra noi». La diretta interessata, dal canto suo, ha il sorriso stampato in volto e gli occhi che le brillano quando ci illustra la “nuova” sala espositiva con i prodotti Ravensburger che lei ha riordinato e disposto per colore: «Prima era un casino», sorride, cercando la complicità dei colleghi. Il ruolo di Masha, in azienda quattro giorni su cinque per otto ore al giorno, è quello di assistente vendite e trade marketing, cioè aiuta i rivenditori Ravensburger a preparare i materiali per le vetrine, le locandine per gli eventi, o gli allestimenti speciali per il lancio dei nuovi prodotti. «È stata l’unica a scovare 54 errori nel nostro catalogo, noi ne avevamo trovati sì e no una decina», conclude Maddalena, mentre Masha la guarda fiera.

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Storia di una guerriera

Una vita normale e poi la diagnosi, oggi in un libro

«Scrivi meglio tu con gli occhi che io con le mani»: con queste parole l’educatore Paolo De Gregorio aveva convinto Salvatrice Candarella (per tutti Salvina) a scrivere il primo libro, intitolato Silenzio lacrime amore, in cui ha raccontato la storia della sua vita. Nata 50 anni fa a Noto, in Sicilia, milanese d’adozione (si è trasferita al Nord a tre anni), Salvatrice è una mamma e una moglie felice quando, nel 2007, scopre di avere la SLA. Una doccia gelata per lei, il marito Pino e i figli Alessio e Luca (senza dimenticare mamma Carmela), che però non ha la forza di abbatterla. Tenace, anzi “testona”, come si autodefinisce, Salvatrice si aggrappa alla vita, alla famiglia, alle tante amicizie che non ha perso e anche alla sua grande autoironia e va avanti. Da sei anni Salvina vive a Inzago nel Centro di Sacra Famiglia, struttura specializzata nell’assistenza di persone con disabilità acquisite. Oltre a scrivere libri, partecipa alle molteplici attività della sede, come il teatro: con la compagnia di cabaret de Gli Scarrozzati ha calcato i palcoscenici di molte città.

Per informazioni e per richiedere il libro: Sacra Famiglia di Inzago, tel. 02.954396

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3ª ed. Convegno sulla sessualità

In occasione del decennale della sede di Sacra Famiglia a Inzago, viene presentata sul territorio, con il patrocinio del Comune di Inzago, la terza edizione del convegno “Affettività e sessualità nella persona con disabilità”  che indaga proprio la dimensione affettiva e sessuale, elemento costitutivo dell’identità di ogni essere umano. La gestione delle dinamiche emotive e corporee delle persone disabili non sempre è affrontata adeguatamente da operatori e famiglie.

Confrontarsi su questo tema universale è ancora oggi faticoso, ma sempre più necessario per chi opera nel campo della disabilità.

Il convegno, rivolto alle varie figure professionali che a diverso titolo operano nel campo educativo, sociale e sanitario, intende proporre strumenti di analisi, lettura e osservazione delle dinamiche relazionali e affettive relative allo sviluppo emotivo, corporeo e sessuale delle persone con disabilità intellettiva.

L’evento è accreditato al Sistema di Educazione Continua in Medicina (ECM regionale) e vede assegnati 6 crediti formativi ed è in fase di accreditamento presso l’ordine degli Assistenti Sociali CROAS Lombardia.

Venerdì 31 maggio appuntamento a Inzago (Mi) presso Auditorium De Andrè – Via Piola, 12 alle ore 9.

Per il programma completo e le iscrizioni: http://www.formazionemoneta.it/formazione/convegni/affettivita-e-sessualita-nella-persona-con-disabilita-inzago-mi.html

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Inzago, 2 compleanni in 1

Aprono i festeggiamenti per il decennale della sede di Inzago, proprio loro: Gli Scarrozzati.

Espressione della vitalità della sede e dello spirito di presa in carico delle persone considerando il benessere complessivo e la possibilità di libera espressione come, appunto, attraverso il teatro, Gli Scarrozzati portano in scena uno spettacolo pensato per la ricorrenza che è l’occasione per ricordare i 5 anni di vita della compagnia teatrale stessa.

Come spesso accade, si tratta di uno spettacolo comico a cui partecipano alcuni amici della compagnia come gli special guest “I Menandro” e i presentatori Leonardo Cagnolati e Steve Vogogna.

Appuntamento per tutti domenica 12 maggio alle ore 15 al Cineteatro Giglio di Inzago.

L’ingresso con il contributo di 10 euro sarà, ancora una volta, un segno importante per sostenere le numerose attività della RSD “Simona Sorge”. Siete tutti invitati per far festa e per divertirvi con noi!

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Le Ancelle di Sacra Famiglia

Le Ancelle, consacrate al servizio degli ospiti, sono donne consacrate con lievi disabilità: un ordine nato in sacra Famiglia

A Cesano Boscone sono rimaste le ultime due ancelle di Sacra Famiglia, Carla (88 anni) e Angela (79), uniche sopravvissute della Comunità religiosa fondata da monsignor Luigi Moneta nel 1928 che arrivò ad annoverare decine di ragazze che desideravano consacrare la loro vita a Dio ma non avevano speranze di poter entrare, a causa di lievi disabilità, negli Ordini religiosi tradizionali. «A 15 anni ho capito che volevo farmi suora», inizia a raccontare Angela, originaria di Neive, in provincia di Cuneo, a Cesano dal 1961. «Ma nessuno mi voleva per la mia gamba malata. Poi un giorno le monache di clausura di Alba mi dissero che a Milano c’era monsignor Moneta che prendeva quelle come me. La mia ultima speranza». Allegra, tenace, un po’ burbera, occhi azzurrissimi e risata contagiosa, Angela racconta la sua storia: ultima (con un gemello maschio) di sette figli, anima semplice e schietta, dopo pochi anni di scuola perde la mamma e trascorre cinque anni tra le “orfanelle” dei padri Giuseppini di Asti, dove matura la vocazione. Fino all’arrivo, a 21 anni, in Sacra Famiglia, senza timori per la nuova vita lontano da casa perché «era stata chiamata». Come Carla e le altre ancelle (fino a vent’anni fa era normale incontrarle ovunque in Fondazione), Angela ricorda una vita fatta di messa quotidiana e preghiera, ma anche di tanto lavoro e condivisione quotidiana con gli ospiti, grandi e piccoli, per i quali ha speso la vita. E anche oggi, che le gambe ormai immobili la costringono a vivere in carrozzina, non ha perso l’occhio attento ai bisogni degli altri, e impartisce ordini agli accompagnatori e ai volontari («gira di qui, spostati, lascia passare») come fosse ancora uno dei cardini del reparto.

La storia delle ancelle si è chiusa in pratica lo scorso 22 dicembre, quando alla soglia dei 90 anni è mancata ancella Cecilia, bergamasca energica e vero traino delle altre due. Sotto i tre componenti, infatti, una comunità religiosa cessa automaticamente di esistere.

Ma Carla non lo sa. Continua a pregare davanti alla statua della Madonna e ogni mattina, quando si sveglia, bacia la terra dove poggia i piedi. «Non sappiamo perché lo fa», sospirano gli operatori, che hanno tentato invano di convincerla a lasciar perdere, casomai si facesse male. Ma vedendola cantare ispirata all’ora di pranzo l’inno della Sacra Famiglia, con gli occhi di chi già vede quel che non si vede, si capisce che lei lo sa.

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“Neg-ozi” Sacra Famiglia al FuoriSalone

Fondazione Sacra Famiglia sarà di nuovo tra i protagonisti del Fuorisalone, organizzato durante la Milano Design Week, con una mostra “gastronomica” di prodotti confezionati dai ragazzi della Fondazione, che resterà aperta al pubblico dal 9 al 13 aprile presso FeelingFood Milano in via Benaco 30.

Neg-ozio” è il nome del nuovo progetto di Normali Meraviglie, un’iniziativa in collaborazione con l’Associazione Tam Tam, scuola di eccellenza di attività visive con la direzione creativa di Alessandro Guerriero. Un nome che significa la “negazione dell’ozio” e celebra il costante impegno degli ospiti di Sacra Famiglia che hanno realizzato gli oggetti “più veri del vero” esposti nei Neg-ozi nei laboratori Arteticamente della Fondazione, a riprova del successo dei percorsi abilitativi-educativi e delle attività creative a loro destinate. Ogni settimana, infatti, i laboratori coinvolgono 250 persone con disabilità in 9 ambienti dedicati e 2 serre, con il supporto di 18 figure professionali.

Quattro sono i “neg-ozi” esposti su carretti: macelleria, pasticceria, formaggiaio e coltelleria, gremiti di prodotti in legno e ceramica, tra cui salami, formaggi, dolci e coltelli talmente simili al vero da far venire l’acquolina in bocca, ideali  per fare uno scherzo durante una cena con gli amici.

Per noi è sempre un onore poter mettere in mostra il lavoro dei nostri ragazzi, ancor di più in una vetrina come il Fuorisalone – dichiara Gina Fiore, Responsabile Nuovi Progetti e Laboratori abilitativi Arteticamente di Fondazione Sacra Famiglia.   Per la nostra Fondazione, che da oltre 120 anni si prende cura dei più fragili, poter collaborare con designer come Alessandro Guerriero, che ha curato l’iniziativa con  Giacomo Ghidelli, è sicuramente un privilegio. I ragazzi sono contenti di poter partecipare a progetti come questo, è una sfida per loro, un modo per poter superare i propri limiti e veder riconosciuto il loro bellissimo lavoro”.

Orari della mostra:

9 aprile: dalle 15.30 alle 19.30

10/11/12 aprile: dalle 11.00 alle 19.30

13 aprile: dalle 09.30 alle 19.30

presso FellingFood Milano in via Benaco, 30

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MAI PIÙ SOLI – pomeriggio sull’autismo

In occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo di inizi aprile, il prossimo 29 marzo, alle ore 17 presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo si terrà un pomeriggio dedicato a incontri ed esperienze positive sull’autismo.

Aiutiamoli, Portami per mano, Fondazione Sacra Famiglia e Uniti per l’Autismo hanno organizzato l’appuntamento per testimoniare il loro impegno comune per promuovere pratiche e metodologie in grado di valorizzare le abilità di ciascuno a seconda dei contesti di inserimento.

Secondo recenti studi, nelle aree industrializzate come la Lombardia l‘incidenza delle sindromi dello spettro autistico sul totale della popolazione è arrivata a 1 persona su 68.

Su iniziativa dell’associazione Portami per mano, in collaborazione con Aiutiamoli, Fondazione Sacra famiglia e Uniti per l’autismo si svolgerà l’evento “Mai più soli! Per mano oltre il labirinto dell’autismo cui parteciperanno il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il cantante Elio, in prima linea per i diritti delle persone con autismo.

«Mai più soli è un titolo, ma anche l’obiettivo a cui tendiamo», afferma Mariacristina Arrigoni, vicepresidente di Portami per Mano. «Vogliamo infatti condividere, con tutta la città, reali possibilità di inclusione, sostegno e accoglienza a chi vive questa condizione, mostrando come è possibile concretamente non essere soli nel labirinto dell’autismo». A questa chiamata hanno risposto il Comune di Milano, che ha concesso il patrocinio, Fondazione Cariplo e Opera San Francesco, oltre all’Orchestra di via Padova che sarà protagonista di un momento musicale a conclusione del pomeriggio.

Fondazione Cariplo, che da sempre promuove interventi per favorire l’inserimento sociale e lavorativo di persone con disabilità, testimonia l’impegno verso una cultura dell’inclusione possibile. «Le persone, le famiglie devono stare al centro delle politiche sociali. Possiamo dar vita ad un nuovo modello di welfare che sostenga le persone e le famiglie che si trovano spesso senza punti di riferimento. Crediamo in quello che abbiamo definito un nuovo welfare di comunità, dove accanto a risorse economiche si riattivino le relazioni, chiave e punto di partenza per la soluzione dei problemi», dichiara Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo. «Le famiglie si sentono isolate. Hanno invece bisogno di sentirsi dentro una comunità che include e che porta conforto. Si possono attivare migliaia di persone che a partire dalle comunità locali, con il supporto fondamentale del settore Pubblico, si prendono cura dei problemi delle famiglie. Sta accadendo con l’esperienza Welfare in azione dove il Pubblico, insieme al privato e privato sociale, sta costruendo un nuovo modello sociale capace di coinvolgere tutti. Questo evento ne è un esempio, e dimostra quanto anche la cultura possa essere un potente fattore di coesione soprattutto nelle periferie, tema per noi importante e dove siamo in prima linea con la Città intorno, per riattivare le comunità che ci vivono affinché tutti si sentano non solo protagonisti, ma anche ascoltati e compresi di fronte ai problemi di un welfare che arretra. Dobbiamo ritrovare la capacità di essere d’aiuto e solidali con chi vive sul pianerottolo davanti al nostro appartamento».

Va in questa direzione la testimonianza di Elio, genitore di un bimbo autistico e testimonial di Uniti per l’autismo: «Le famiglie di persone con autismo vanno aiutate e sostenute, non si può più aspettare. In assenza di iniziative da parte del governo nazionale, spero che sarà ancora una volta Milano a indicare la strada». A Elio fa eco Cristina Finazzi, portavoce di Uniti per l’Autismo che in questa occasione annuncia «l’avvio di un progetto pilota per la creazione di un’equipe multidisciplinare per la presa in carico delle persone autistiche, come previsto alla legge 15/2016 regionale, in collaborazione con l’Istituto di ricerca Besta presieduto dal dottor Andrea Gambini».

Focus della giornata sarà la tavola rotonda – moderata dal giornalista di Telelombardia Mimmo Pesce – in cui verrà raccontata la storia di Masha, 25 anni, una ragazza con autismo inserita presso la nota azienda di giochi da tavolo Ravensburger grazie all’accompagnamento del servizio Counseling della Fondazione Sacra Famiglia, diretto dal prof. Lucio Moderato. «Sull’autismo girano troppe fake news, come quella per cui le persone autistiche non siano in grado di lavorare», puntualizza Moderato. «Se adeguatamente seguite e supportate, invece, queste persone diventano eccellenti lavoratori, vere risorse per le aziende che scommettono su di loro».

In questo contesto si inserisce il progetto Biblioteche Aperte, elaborato dalle associazioni Portami per mano e Aiutiamoli con la psicoterapeuta Claudia Giangregorio, che si propone di sviluppare nella città di Milano, in collaborazione con il Servizio bibliotecario cittadino, modelli e pratiche di inserimento lavorativo grazie a due momenti. Book and baby, spazi di gioco e confronto, in biblioteca, fra bambini e ragazzi portatori di bisogni speciali e non, e Book and go, innovativo servizio di prestito bibliotecario in piazza erogato da persone con disabilità e autismo insieme agli operatori.

Il pomeriggio si concluderà con un momento gioioso e musicale grazie al concerto dell’Orchestra di via Padova, progetto musicale multiculturale nato nel 2006 su iniziativa di Massimo Latronico e che oggi conta circa 20 elementi provenienti da Marocco, Perù, Serbia, Cuba, solo per citare alcuni paesi.

Opera San Francesco, attiva ogni giorno dalla parte dei più deboli, offre il proprio supporto a chi è in difficoltà attraverso gesti di aiuto concreti, oltre che di ascolto e vicinanza.

Appuntamento il 29 Marzo ore 17, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, in via Romagnosi 8.

L’accesso all’evento è libero previa registrazione: maipiusoli@portamipermano.it

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Un weekend in mostra

L’arte è un modo per esprimersi, per raccontare, per mostrare il proprio mondo interiore. In Sacra Famiglia abbiamo tanti artisti che frequentano i laboratori Arteticamente e hanno una produzione interessante e colorata di oggetti e quadri.

Una delle nostre artiste, Stefania Modicamore, esporrà la proprie creazioni in una mostra personale il primo fine settimana di marzo a Cesano Boscone, in Villa Marrazzi (via Dante Alighieri 47).

Sabato 2 marzo alle ore 16.30 la mostra “L’arte un valore universale – Quando il femminile crea” verrà inaugurata con la presenza dell’artista e di tutto il suo entusiasmo.

Vi aspettiamo il 2 e 3 marzo 2019 dalle 10.00 alle 12.00 oppure dalle 15.00 alle 19.00.

Per informazioni: educa.steresina@sacrafamiglia.org

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La Milano Marathon è per tutti!

Corri? Non corri? Non importa, la Milano Marathon è comunque la tua sfida.

Perché? Per essere al fianco dei nostri atleti!

Ebbene sì, nell’edizione 2019, per la prima volta, una squadra di staffettisti che corre per Sacra Famiglia, sarà composta interamente da persone con disabilità.

«Tutto è iniziato grazie a un progetto del Centro di medicina sportiva della provincia di Varese», ci racconta Emidio, 58 anni, maratoneta e maestro di difesa personale, «che aveva promosso uno screening gratuito per persone con disabilità. Abbiamo aderito e siamo stati seguiti per molti anni dal Centro, strutturando sempre più le attività sportive e affinando la proposta, che oggi nella sede di Cocquio è molto seria e articolata».

Certo, l’appuntamento della Milano Marathon non è uno scherzo, e i quattro staffettisti (i 50enni Ettore e Donato, il giovane Gabriele, 20 anni, e il veterano Nando, 59) più le due riserve (Pilar, 38 anni, e Maria Luisa, 50) si stanno allenando con passione insieme agli accompagnatori Christian, Stefano, Rita e Silvia.

Mentre Emidio, con altri tre educatori, correrà l’intera maratona di 42 chilometri, per seguire tutti: «I ragazzi sono carichi, per loro è una grande emozione», conclude. «Lo sport è divertimento, ma anche fiducia in se stessi, regole e rispetto. Insomma una preziosa occasione educativa e di crescita che siamo orgogliosi di offrire».

Lo sport in Sacra Famiglia diviene strumento per prendersi cura delle persone e sostenere lo sviluppo, il potenziale e le capacità dei singoli ospiti della Fondazione. Anche chi non è sportivo può offrire il proprio contributo, aprendo una maratona di raccolta fondi tra gli amici o promuovendo l’iniziativa presso i più sportivi dei propri conoscenti. Chiediamo a tutti, proprio a tutti, di sostenere i progetti sportivi di Sacra Famiglia nelle sedi e aiutaci a raccogliere fondi per l’iscrizione dei nostri ospiti alla Milano Marathon.

COME?

  1. ISCRIVITI ALLA MILANO MARATHON correndo la staffetta o la maratona cliccando questo link:

https://www.generalimilanomarathon.it/ong/fondazione-sacra-famiglia/

Se ti iscrivi, dal 26 febbraio ogni martedì alle ore 18 puoi correre con noi e il nostro personal trainer, Daniele Turchi: ti aspettiamo in piazza Monsignor Moneta 1 a Cesano Boscone!

  1. DONA SU QUESTA PAGINA:

https://www.retedeldono.it/it/progetti/fondazione-sacra-famiglia-onlus/non-solo-per-sport-2019

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http://www.sacrafamiglia.org/milano-marathon-7-aprile-2019/

Contiamo su di te, GRAZIE DI CUORE

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