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Non ti scordar di loro

Fondazione Sacra Famiglia aderisce alla campagna firmata da 45 organizzazioni non profit per invitare i propri donatori a non scordarsi di loro e a continuare a sostenerle in un momento in cui le categorie più deboli e indifese hanno ancora più bisogno del loro aiuto.

Una campagna multimediale realizzata e pianificata gratuitamente da K- Comunicazionisociali e FCMedia, business units del Gruppo Komma. Un’iniziativa che, grazie al coinvolgimento e all’impegno di Vita Società Editoriale, ha visto la firma di 45 organizzazioni non profit.

Proteggi la tua solidarietà. continua a sostenere chi protegge i più fragili”: questo è il claim della campagna: un appello di tutte le onlus ai loro sostenitori affinché non interrompano le loro donazioni, perché il coronavirus è una paura per tutti. per chi è malato, povero e solo è una paura in più.”
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Lettera aperta del presidente don Marco Bove

Don Marco Bove

I lavoratori di Sacra Famiglia sono in attesa del nuovo contratto. Dopo settimane di agitazioni sindacali e fake news, il presidente don Marco Bove fa il punto della situazione con una lettera aperta al Sindaco di Cesano Boscone Simone Negri. Si ribadisce la disponibilità di Fondazione a tornare al tavolo e a chiudere il contratto integrativo, e a mettere in campo ulteriori sforzi per andare incontro alle richieste sindacali. Ma un passo decisivo è chiesto anche alle forze politiche e agli enti locali, a cui Fondazione fa appello perché siano incrementate le tariffe sociosanitarie, ferme da 15 anni. 

Caro Sindaco,
 
la situazione di tensione che negli ultimi mesi vive il personale di Sacra Famiglia ha radici lontane, si tratta infatti del CAMBIAMENTO di ruolo che la Fondazione ha vissuto, a partire dai primi anni duemila, per la nascita dell’area sociosanitaria e l’uscita dei nostri servizi dal mondo sanitario, remunerato di più e completamente da fondi pubblici. A partire dall’Aprile 2008, la Fondazione ha adottato l’UNEBA, principale contratto del mondo sociosanitario, come contratto di lavoro di riferimento: l’ha fatto non solo per riequilibrare i bilanci (e non per generare profitti-ahimè!) ma soprattutto perché il quadro normativo del contratto UNEBA è più adeguato a gestire servizi sociosanitari.
 
Contestualmente è stato siglato con le Organizzazioni Sindacali un Contratto Integrativo Aziendale che prevedeva per i lavoratori in servizio al 31.3.2008, per un periodo transitorio, condizioni di miglior favore connesse al precedente contratto sanitario ARIS. Tale periodo transitorio, dopo proroghe e un anno di ultrattività esperito, è giunto a scadenza, dopo più di undici anni, il 31.12.2019.
 
In questi undici anni il mondo è cambiato ancora tante volte, con una profondissima crisi economica che ha ridotto le capacità di azione del settore pubblico e l’emergere impetuoso di nuovi bisogni sociosanitari che hanno condotto Sacra Famiglia a sviluppare nuovi servizi. Probabilmente per molti il clima non è più lo stesso rispetto ad anni fa, ma grazie ai nostri lavoratori abbiamo affrontato con passione e successo la sfida delle risposte da dare oggi, agli anziani fragilissimi che vanno seguiti nelle proprie case, alle famiglie con bambini autistici, alle persone gravemente disabili a fronte di malattie degenerative ed incidenti, per fare degli esempi.

 

Il contratto UNEBA è strumento fondamentale per organizzare al meglio e con le stesse regole TUTTI i lavoratori di Sacra Famiglia per far fronte ai bisogni del presente e del futuro, e, elemento non banale, una copertura sanitaria integrativa importante per tutti i lavoratori con UNISALUTE. L’applicazione generalizzata del contratto UNEBA non è uno strumento per tagliare gli stipendi, ma per garantire a tutti condizioni organizzative omogenee e funzionali al lavoro che siamo chiamati a fare oggi, ed incrementi economici graduali e sostenibili, a partire da chi guadagna meno.
 
Ma per farlo, il contratto UNEBA ha bisogno di un NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE, da sottoscrivere al più presto con le Organizzazioni Sindacali ed a cui stiamo lavorando da mesi.
 
E durante questi mesi Sacra Famiglia ha fatto proposte che per il personale assunto prima del 1° Aprile 2008 (i lavoratori “ex aris”) avrebbero comportato miglioramenti economici, in larga parte non assorbibili, fra i 1.400€ ed i 2.000€ lordi annui in considerazione delle diverse categorie di lavoratori interessati.
 
In particolare i lavoratori turnisti, in caso di accordo, si sarebbero collocati nella parte alta della “forchetta”, con incrementi economici a regime pari a circa € 2.000 lordi annui, rispetto a quanto storicamente percepito anche tenendo conto del diverso calcolo delle indennità di turno.
 
Non sono importi banali, anche tenendo conto della crisi che in questi anni ha riguardato tanto il settore socio-sanitario che quello sanitario, cosa che ha influito non poco nella nuova rottura delle trattative per il rinnovo del ccnl aris sanità.
 
Nella nostra proposta gli incrementi sarebbero stati certi ed a regime nello spazio di qualche mese!
 
Ma tutto questo passa attraverso un nuovo Contratto Integrativo Aziendale, e ad oggi le trattative sono ferme. E questo ci ha costretto ad applicare, negli stipendi di gennaio, il solo contratto UNEBA senza elementi integrativi, con fatiche enormi da parte di tutti e rischi di incomprensioni. In particolare va ricordato come il solo passaggio dalle 13 mensilità del contratto aris alle 14 del contratto Uneba, a parità di stipendio, riduce ovviamente il valore di ogni singola mensilità. E siamo più che disponibili a pagare acconti alle persone che ne faranno richiesta, per superare questi problemi. Lo abbiamo scritto ai lavoratori.
 
Ma dobbiamo tornare al tavolo e chiudere il contratto integrativo. Non vediamo alternative. 
 
Date le dimensioni e la diffusione territoriale di Sacra Famiglia, abbiamo nei giorni scorsi coinvolto direttamente le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL.
 
Contiamo molto sul coinvolgimento dei vertici nazionali dei sindacati firmatari del contratto UNEBA, non solo per definire presto un nuovo contratto integrativo, ma per fare tutti insieme un salto di qualità. Noi siamo disponibili a ritornare subito al tavolo della trattativa con un atteggiamento di massima trasparenza e mettendo a disposizione tutto quello che la Fondazione oggi può offrire. Ed i budget 2020, 2021, 2022 della Fondazione, pur in un contesto di disequilibrio economico della parte operativa ancora dal colmare, mettono molte risorse a disposizione per migliorare le condizioni economiche dei lavoratori.
 
Siamo disponibili ad ulteriori sforzi per avvicinarci alle richieste sindacali. 
 
Ma tutto deve restare in un quadro di sostenibilità: Fondazione ha di fronte anni di investimenti enormi, che nessun ente pubblico pagherà e che sono fondamentali per il futuro nostro e delle persone che hanno bisogno di noi. Squilibrare ulteriormente il conto economico con incrementi del costo del lavoro senza adeguate coperture sul lato ricavi, potrebbe essere gravissimo per tutti.
 
Adeguate coperture sul lato ricavi, cioè incremento delle tariffe socio-sanitarie ferme da quindici anni.
 
Per questo è importante il coinvolgimento dei livelli nazionali delle Organizzazioni Sindacali: dobbiamo insieme mettere a fuoco il SOTTOFINANZIAMENTO grave del settore sociosanitario, a detta di tutti strategico per il futuro delle nostre comunità (invecchiamento della popolazione, nuovi bisogni), ma nei fatti non rappresentato nelle agende politiche.  A partire dalla situazione di Sacra Famiglia, emblematica di tante realtà che hanno gli stessi nostri problemi, chiederemo alle OO.SS. azioni forti presso il Ministero e le Regioni perché le risorse del fondo sanitario a favore dell’area socio sanitaria siano finalmente adeguate!
 
E la stessa richiesta la rivolgiamo alle forze politiche ed agli Enti Locali che hanno prestato attenzione alle vicende contrattuali di Sacra Famiglia. 
Non possiamo affrontare serenamente il futuro con un livello di sottofinanziamento così elevato. Le nostre comunità ne stanno già pagando le conseguenze.
 
In questo quadro, è giusto che sin da ora Sacra Famiglia si impegni a riconoscere ulteriori aumenti contrattuali a TUTTI i lavoratori a fronte di incrementi tariffari nell’area sociosanitaria.
 
Come vede, signor Sindaco, spazi di riflessione e di azione ci sono e vanno percorsi.
 
Senza drammatizzare le fatiche presenti, riconosciamo tutti che il momento è molto serio e che il clima di lavoro nelle nostre realtà e servizi è componente fondamentale del quotidiano “prendersi carico” delle persone fragili e delle loro famiglie. E personalmente mi sta molto a cuore.
 
Buon lavoro,
 
Don Marco Bove
Presidente
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