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Ha riaperto il Punto Arte

PUNTO ARTE PER I TUOI REGALI SOLIDALI

Ha riaperto il Punto Arte!

Vieni a scoprire i preziosi manufatti creati dai nostri ospiti nei laboratori abilitativi ARTETICAMENTE.

Candele, vasi, ornamenti natalizi e molti altri Regali Solidali ti stanno aspettando!

ARTETICAMENTE

I laboratori di Fondazione Sacra Famiglia, sono oggi luoghi di “opportunità” in cui ognuno può costruire e costruirsi. Le attività proposte, offrono la possibilità di fare esperienza, attraverso una pratica educativa attiva, in cui si acquisisce conoscenza attraverso il contatto diretto con la realtà. Ognuno è chiamato ad operare concretamente nelle situazioni, ognuno ha la possibilità di conoscere e sperimentare, ognuno ha la possibilità di soddisfare i propri bisogni di relazione, di espressione, di immaginazione, di fantasia, attraverso un linguaggio artistico e attraverso sostegni e facilitatori necessari nei processi di apprendimento. Nei laboratori di Fondazione Sacra Famiglia ognuno diventa parte di un’opera più grande in cui viene dato valore alle piccole azioni e in cui la disabilità, la debolezza, la fragilità delle persone, diventa valore aggiunto.

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Campioni di Golf con l’Attività fisica adattata-APA

Campioni di GOLF!

È tornata la possibilità per alcuni ospiti delle Unità S. Chiara, San Benedetto, San Carlo e Centro Diurno Psichiatrico Il Camaleonte di cimentarsi con il golf nell’ambito dell’Attività fisica adattata APA orientata allo sport (APA-SIM-GioCare) e del servizio Salute in Movimento con il sostegno della Fondazione di Comunità Milano Città, Sud Ovest, Sud Est, Martesana. Sotto la guida del chinesiologo Mattia Marchesi e col contributo dei volontari Andrea Calcari (istruttore federale ed ex campione di golf) e Alessandra Buttè, sua allieva, i partecipanti imparano a confrontarsi con questo sport che presenta non poche difficoltà; oltre infatti all’apprendimento della corretta esecuzione del gesto motorio, serve infatti capacità di concentrazione sul compito e sull’obiettivo  che va a sommarsi al rispetto dei turni e del posizionamento negli spazi nel campo durante i tempi di attesa.

Non solo. Il golf è uno sport disciplinato da numerose regole, prevede varie situazioni di gioco su cui influiscono morfologia dei campi, situazioni ambientali, materiali a disposizione e tipi di competizione. È necessario inoltre mantenere un comportamento rispettoso degli altri giocatori durante il corso dell’intera partita in accordo ad alcune regole di etichetta illustrate insieme alle regole sportive.

«Questa attività punta al raggiungimento di diversi obiettivi», spiega la responsabile di APA Dottoressa Iride Ghezzi, «come imparare la migliore tecnica di golf possibile in relazione al quadro clinico del soggetto, migliorare la mobilità articolare e le capacità coordinative e condizionali, stimolare le capacità cognitive, insegnare a relazionarsi con le regole del gioco e di comportamento, socializzare con il gruppo di lavoro, affrontare con rispetto e agonismo la competizione sportiva e incentivare l’autorealizzazione mediante l’attività di gioco».

Traguardi ambiziosi che si uniscono però al gradimento che gli ospiti stanno manifestando per questo sport e che al momento praticano nel campo da calcio e nella palestra della sede di Cesano Boscone, in attesa di tornare nel vero e proprio green. «Stiamo valutando l’ipotesi di ampliare i gruppi già avviati ed eventualmente avviare nuovi gruppi» conclude la Dottoressa Ghezzi. «In futuro sarebbe un grande risultato riuscire a portare i ragazzi a fare delle vere competizioni in campi da golf professionali».

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Sacra famiglia inaugura “Siblings”

Sacra famiglia inaugura il primo percorso dedicato ai “Siblings”

È in partenza “Siblings” un progetto innovativo di Sacra Famiglia dedicato ai fra­telli e le sorelle di una persona con disabilità o autismo. Si tratta della prima iniziativa di Fondazione in questo ambito, rivolta sia a familiari di ospiti e utenti dei nostri servizi sia a interlocutori esterni, articolata in un percorso di 6 in­contri divisi in fasce d’età.

I Siblings affrontano compiti evolutivi diversi dai coetanei perché vivono una quoti­dianità complessa e responsabilizzante: possono sentirsi “poco visti” dai genitori e sovraccaricati di aspettative, e fanno fatica a esprimere emozioni e bisogni.

«È importante offrire loro un contesto di confronto con i pari che vivono esperienze simili», spiega Paola Ferrazzi, psicologa responsabile del Counseling per l’autismo di Sacra Famiglia, «che offra l’opportunità di esprimere i propri vissuti emotivi, anche più complessi, e permetta di rielaborare le sfide quotidiane, in un’ottica di opportunità e non solo di fatica». Intervenire ai primi segnali di disagio è molto importante. Negli ultimi anni infatti diverse ricerche si sono concentrate sulla possibilità di individuare nei Siblings la presenza di un maggior rischio di pro­blemi emotivi, comportamentali o sociali dovuti alla vulnerabilità del fratello e l’esistenza, per contro, di fattori protettivi che possono impedirne il manifestarsi.

Gli incontri, in partenza a inizio 2023, offriranno la possibilità di vivere un’espe­rienza di individuazione di sé, crescita personale e confronto, all’interno della cornice metodologica cognitivo-comportamentale. Psicologi e psicoterapeuti, in un contesto gradevole e coinvolgente, guideranno i partecipanti attraverso atti­vità specifiche, diverse per ogni fascia di età (6-10 anni; 11-17 anni; over 18).

TEMI DEGLI INCONTRI:
1° incontro: CONOSCIAMOCI
2° incontro: LA MIA FAMIGLIA
3° incontro: CHI SONO IO
4° incontro: CHI E’ MIO FRATELLO/SORELLA
5° incontro: OSTACOLI E OPPORTUNITA’
6° incontro: QUALCOSA E’ CAMBIATO!?

Le iscrizioni chiuderanno il 30/11/2022. Contattaci ora per maggiori informazioni: abastianelli@sacrafamiglia.org

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Antonio, “l’ospite-guerriero” del Centro Diurno

Antonio ha 56 anni e da marzo 2013 è ospite del Centro Diurno.  Tetraplegico, si muove in carrozzina, ma nonostante tutto dimostra ogni giorno una “forza da leone” che lo porta a buttarsi in tutto quello che fa, nonostante le sue condizioni fisiche.

Videoscrittura su PC, attività APA con chinesiologi, bowling, pranzo al bar…  Al CDD Santa Chiara Antonio svolge tutte queste e molte altre attività ludiche e creative con entusiasmo, grazie al supporto degli operatori. Non solo: Antonio ha una fitta relazione con tutti gli ospiti CDD e frequenta anche alcuni di loro all’esterno per delle uscite insieme.

Fuori da Sacra Famiglia, Antonio è impegnato nel sociale. Oltre a frequentare dal lunedì al venerdì il CDD Santa Chiara 2, è vice-presidente dell’Associazione UILDM (Unione Italiana alla lotta Distrofia Muscolare) della sezione di Bareggio; segue la segreteria dell’associazione e pratica diverse attività sportive sia a livello ragionale che, in alcuni casi, a livello nazionale.

«Lo definirei un guerriero», dice di lui la sua educatrice Gabriela Sandu. «Ha un’indole che lo porta a non mollare mai, nonostante le numerose difficoltà». Questo ci fa capire ancora di più come, con la tenacia e la costanza, si possano ottenere risultati davvero importanti.

Grazie Antonio per il coraggio e la forza che dimostri ogni giorno: sei di ispirazione per tutti noi!

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Robotic pet therapy: Il gatto robotico

Robotic pet therapy

Immaginate un gatto o un cane che non abbia bisogno di cibo e ciotole, ma interpreti perfettamente il suo ruolo di compagno affettuoso per elargire coccole ed emozioni positive a tutti coloro che interagiscono con lui.

Il robotic pet è tutto questo!

L’obiettivo principale della Robotic Pet therapy è il miglioramento dell’autonomia personale, comportamentale, emotivo-relazionale della persona tramite l’interazione con l’animale robotico.

Il gatto robotico è anche utilizzato come facilitatore per aiutare l’individuo fragile ad assumere le terapie farmacologiche, favorendo così il controllo del comportamento oppositivo/aggressivo che viene attenuato dall’emozione positiva scaturita dal contatto con l’animale. Attraverso la memoria emotiva inconscia – determinata dai neuroni a specchio – l’assunzione del farmaco verrà così associata ad uno stato di serenità e di tranquillità del soggetto.

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La Storia di Ernesto di Inzago

Oggi vi raccontiamo la storia di Ernesto della sede di Inzago. Una bellissima iniziativa che fa parte del progetto #ioproprioio, che ha l’obiettivo di dare voce a chi la voce non ce l’ha attraverso interviste e testimonianze.

Ernesto è nato nel 1962. Alla nascita ha subito un’emorragia cerebrale e gli è stata diagnosticata una lesione cerebrale importante. Dal 2000 è ospite della residenza sanitaria per disabili Simona Sorge di Inzago.

“Nei primi tempi non mi ero resa conto della gravità di mio figlio” dice Carla la mamma di Ernesto, “mi sono rivolta a diversi dottori anche medici internazionali per capire se si potesse fare qualcosa, ma non mi hanno mai dato molta speranza”.

Anche se Ernesto non parla si fa capire più che bene con il suo linguaggio speciale “pensate che ogni tanto mi dice pure le bugie” aggiunge Grazia ridendo.

In Fondazione Sacra Famiglia Ernesto è assistito da operatori ed educatori che lo curano con amore e le sue giornate sono ricche di attività.

“Con Ernesto c’è sempre stata un’intimità e una confidenza molto bella, ci siamo sempre capiti al volo e non ho mai considerato la sua malattia come un handicap negativo. Ho sempre dato tutta me stessa per lui e sono stata sempre ricambiata. Tantissimo” ci confida Carla commossa.

“In passato” ricorda ancora la mamma “ho provato a fargli utilizzare un computer speciale, ma non gli interessava proprio, lo stancava molto, preferisce mangiare, andare in giro e a teatro” aggiunge sorridendo.

Carla è ormai molto consapevole delle rinunce importanti che ha dovuto fare per suo figlio, ma allo stesso tempo sa e conosce bene la grandissima gioia che ogni giorno è in grado di donargli. “non cambierei mai mio figlio con nessun altro al mondo!” dice con orgoglio.

Guarda il video completo:

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FoodAUT: un progetto innovativo per l’autismo

FoodAUT: un progetto innovativo per l’autismo.

Il momento della consumazione dei pasti è un aspetto di grande importanza che necessita estrema attenzione e lo è ancora di più per le persone, bambini, giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico.

FoodAUT è nato con l’obiettivo di studiare le preferenze alimentari delle persone con autismo e fornire indicazioni nutrizionali per migliorarne l’alimentazione, sviluppando programmi nutrizionali specifici.

A volte infatti la selettività alimentare e la propensione di alcuni soggetti autistici a preferire ‘junk food’ o alimenti di consistenza morbida, caratterizzati da colori tenui, gusti delicati, odori poco marcati e temperature poco elevate impediscono ai soggetti autistici di seguire un regime alimentare bilanciato.

Monica Conti, Direttore dei Servizi Innovativi per l’Autismo della Fondazione Sacra Famiglia commenta: “Il momento della consumazione dei pasti è un aspetto di grande importanza che necessita estrema attenzione e cura per tutti: alimentarsi in modo corretto e avere una dieta varia e sana, porta infatti a un maggior benessere. E lo è ancora di più per le persone, bambini, giovani e adulti, con disturbo dello spettro autistico. La loro estrema selettività nella ‘scelta’ del cibo impedisce spesso questo processo positivo e il rituale dei pasti rappresenta sovente un momento di grande difficoltà per le famiglie. Il progetto FoodAUT va in questa direzione: ha l’obiettivo di favorire da un lato il benessere di queste persone e dall’altro di dare alle famiglie uno strumento utile ad una gestione più facile e semplice della quotidianità, anche a tavola”.

Un ringraziamento speciale va ai partner dell’iniziativa @Pellegrini e l’@Università di Pavia che ci stanno aiutando nello sviluppo di una cultura alimentare attenta ed equilibrata per le persone con autismo.

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AUTISMO: “IO SENTO DIVERSO”

AUTISMO: “IO SENTO DIVERSO”

Da molti anni Fondazione Sacra Famiglia affianca le sue proposta abilitative ad attività di sensibilizzazione verso l’autismo. Dalla nostra esperienza abbiamo compreso come il passaggio di conoscenze sull’autismo attraverso l’esperienza diretta e le emozioni ad essa collegate riesca a produrre una comprensione più profonda di una differente modalità di funzionamento.

All’interno di quest’ottica si colloca il laboratorio “IO SENTO DIVERSO” con l’obiettivo di far sperimentare ad adulti e bambini la particolare percezione della realtà che può caratterizzare il sentire delle persone autistiche. Attraverso semplici attività ed un’esperienza immersiva con la realtà virtuale, i partecipanti possono sperimentare la fatica nella gestione quotidiana di livelli non adeguati di stimolazione sensoriale e le difficoltà che le persone autistiche incontrano nell’adattarsi ad un mondo che spesso è semplicemente troppo: rumoroso o silenzioso, luminoso o buio, caldo o freddo.

Le attività esperienziali sono anche il fulcro dei percorsi di sensibilizzazione verso l’autismo per le scuole, pensati con una proposta differenziata per i diversi gradi con l’obiettivo di facilitare l’integrazione degli alunni con autismo e promuovere una cultura della diversità come risorsa.

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SANTE DIAMO FORZANews

SANTE, L’UNICO OSPITE DELLA RSD CHE “TIMBRA IL CARTELLINO”

Nonostante un grave incidente e l’amputazione della gamba, ha sempre amato la propria indipendenza. 

Sante è unico: ogni mattina accende il pc e inizia la giornata di telelavoro presso la residenza per disabili Santa Tere­sina di Sacra Famiglia, dedicata a persone con disabilità acquisita. «Fin dal primo momento dopo l’incidente ho voluto riprendere a lavorare, avevo l’obiettivo di ritornare autonomo, e il lavoro era un tassello importante».

«Era il 7 di aprile del 1995, un venerdì», inizia a raccontare. Sole, visibilità perfetta, ma l’auto era velocissima, troppo. E il guidatore era al telefono». Sante ha 25 anni e in un attimo la sua vita è cambiata.

Dopo quasi un anno di ospedale viene dimesso, e dopo 3 mesi riprende a lavorare, prende la patente speciale, si compra un’auto.

Il 5 novembre 2020, purtroppo devono amputargli la gamba destra. Quando viene dimesso dall’ospedale accetta di non tornare a casa ma di iniziare una nuova vita in Sacra Famiglia. «Non vo­levo pesare sui miei genitori anzian.

La speranza per Sante è di poter tornare a casa presto.

Oggi le sue giornate trascorrono serene, tra lavoro, letture, musicoterapia e qualche partita a scala quaranta con gli operatori che lo assistono e lo aiutano a riconquistare piano piano l’autonomia.

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IL RITORNO DEGLI “SCARROZZATI”

IL RITORNO DEGLI “SCARROZZATI”

“Dove eravamo rimasti”. 

Sì, scomodiamo una famosa citazione del grande Enzo Tortora, perché ieri, dopo 3 anni esatti, gli “Scarrozzati” (il gruppo teatrale della sede di Inzago) si sono ritrovati per la prima volta, in vista del ritorno a teatro, previsto per domenica 4 dicembre alle ore 15.00, presso il Cineteatro Giglio di Inzago. 

Ora è il momento di decidere il “titolo”, scegliere i “pezzi”, abbozzare la “scaletta” e, soprattutto, pensare di “mettersi in gioco” ancora una volta, per vivere l’emozione di tornare sul palco: per provare quella sensazione che, per qualcuno, potrebbe essere “la prima” in assoluto! 

TEATRO DISABILI
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