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Michele è allegro e scherzoso. Gli piacciono tantissimo le feste e il baskin

Michele è allegro e scherzoso. Il suo piatto preferito sono gli spinaci, come Braccio di Ferro, ma il suo personaggio preferito è Topolino!

Michele compirà 23 anni a luglio e dal gennaio 2021 vive nella struttura residenziale che accoglie disabili nella sede di Intra di Sacra Famiglia, con altri 19 compagni.

Michele soffre di una malattia genetica multisistemica rara, la sindrome di Cornelia de Lange e di un’insufficienza mentale. Quando viveva in casa manifestava spesso crisi aggressive di difficile gestione, per questo la famiglia ha dovuto chiedere un aiuto più concreto a Sacra Famiglia.

Oltre due anni fa Michele è arrivato al Centro Diurno di Sacra Famiglia per poi trasferirsi nella Struttura Residenziale per Disabili dove con il gruppo di lavoro, composto da educatori, operatori, infermieri e medici, sta portando avanti un progetto di vita molto importante di rafforzamento delle autonomie, di maggior consapevolezza di sé e di recupero delle relazioni con mamma, papà e fratelli.

Michele adora uscire a fare passeggiate e ama le gite che sta facendo anche grazie al progetto “Vite in prospettiva. Relazioni, autonomia e salute per ripartire insieme” finanziato da FONDAZIONE CRT. Gli piacciono tantissimo le feste e da quando, covid permettendo, sono state ripristinate le attività sportive nella comunità, partecipa sia al baskin (un’innovativa attività sportiva che si ispira al basket, ma con caratteristiche peculiari) sia al GSH dove può praticare diverse attività sportive adattate.

Michele è dispettoso con i suoi compagni, ma anche allegro e scherzoso. Il suo piatto preferito sono gli spinaci, come Braccio di Ferro, ma il suo personaggio preferito è Topolino!

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AUTISMO. UN POMERIGGIO AL COUNSELING

AUTISMO. UN POMERIGGIO NEGLI AMBULATORI DI SACRA FAMIGLIA

Mikael, Manfredi, Nicholas. Storie diverse, un unico obiettivo: crescere e imparare abilità utili alla vita. Il Counseling per l’autismo di Sacra Famiglia li accompagna nel percorso, con un metodo efficace in dialogo costante con scuola e famiglia.

Oggi siamo nella nuova sede del Counseling per l’autismo di Sacra Famiglia a due passi dalla Stazione Centrale. Qui sono attivi dopo una lunga e accurata preparazione, gli ambulatori per l’autismo che prenderanno in carico diversi bambini e ragazzi con diagnosi di sindrome dello spettro autistico, per iniziare con loro un percorso personalizzato di abilitazione insieme alla famiglia, alla scuola e a tutto il loro ambiente di vita.

Tre brillanti operatrici, due psicologhe e una pedagogista, oggi accoglieranno tre utenti utilizzando il metodo ampiamente sperimentato di Sacra Famiglia, che punta a dotare ogni persona con lo spettro autistico di tutti gli strumenti necessari per affrontare la vita nel modo migliore possibile. «Una delle difficoltà di un ragazzo con autismo è provare empatia», spiega la dottoressa Christel Lorusso, psicologa, dopo aver visto il video con Manfredi, 14 anni, con sindrome di Asperger. «Per questo imparare, identificare e decodificare le emozioni è fondamentale».

Nella stanza adiacente, intanto, c’è anche Mikael, 9 anni, nato da genitori dello Sri Lanka, che adora costruire case con il lego e viene aiutato dalla pedagogista Roberta Maria Luzzi a riconoscere a quale categoria appartengono le immagini riprodotte su tessere iconiche. Piccoli, importanti traguardi, nell’ambito di un lavoro costante che questi ragazzi affrontano con impegno e voglia di mettersi in gioco. In questo ambulatorio lavoriamo tanto per rispondere a un bisogno che cresce», spiega la dottoressa Lara Cazzanti, psicologa e Clinical manager della sede. «Tutti i minori che arrivano qui hanno una diagnosi di autismo e hanno incontrato in precedenza la responsabile del Servizio Counseling di Sacra Famiglia, Paola Ferrazzi, che insieme a un altro psicologo ne raccoglie la storia, in dialogo con la famiglia. Qui si svolge la valutazione vera e propria, nel corso di 5 incontri, che servono a verificare le abilità del bambino e a stabilire obiettivi da raggiungere attraverso un lavoro su misura per ciascuno, con un training individualizzato. Non ci sono standard uguali per tutti, se non quelli che definiscono la qualità del nostro operato». Caratteristica dell’approccio di Sacra Famiglia è, infatti, la presa in carico globale della persona con interventi che puntano ad abilitare, non solo nel contesto ambulatoriale, ma in ogni ambito di vita. Per questo i percorsi seguono una logica di rete e comprendono interventi al domicilio, consulenze e colloqui con la famiglia, e un continuo raccordo con le insegnanti nella scuola frequentata dal bambino.

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Ecco il piccolo Nicholas, 7 anni, il terzo utente di oggi. Il suo arrivo nell’ambulatorio di counseling si sente dal fondo del corridoio: un sorriso che non finisce più. Tre ragazzi, età diverse e storie diverse, punti di partenza unici ma un obiettivo comune: essere accompagnati verso la realizzazione di sé, verso una vita che sia il più possibile come quella di tutti gli altri. Perché si sa che da soli è tutto più faticoso, se non impossibile.

«Quando ho notato che Nicholas si comportava in modo strano non riuscivo a capirlo», racconta mamma Daisy, originaria del Perù. «Pensavo che i suoi accessi di rabbia fossero capricci, che si isolasse perché dovevo spesso affidarlo ad altri per lavorare. Poi mi sono fatta aiutare dalle terapiste e ho imparato ad avere le giuste reazioni, a calmarlo, a non farmi prendere dallo sconforto. E anche lui adesso è sereno». Un’esperienza simile a quella di mamma Simona, origine siciliana e colori normanni, in onore dei quali ha chiamato il figlio Manfredi, che definisce «fuori dagli schemi, molto intelligente, con interessi particolari». Bravissimo a scuola (è al primo anno di Liceo Artistico), al rap preferisce classici pop come Brian Adams e Laura Pausini, non gli piace il calcio ma adora il teatro. Insomma, un adolescente unico, con tante potenzialità. Con lui, il percorso cambia ancora: si lavora per sviluppare le abilità sociali. «Fin da piccolo preferiva la compagnia degli adulti a quella dei coetanei», continua Simona, «e ha qualche difficoltà a fare amicizia. Ha bisogno di imparare alcune pratiche quotidiane, come fare il letto e cucinare, e il valore dei soldi: per lui non contano, non hanno significato. Fa parte della sua singolarità». Per questo gli operatori di Sacra Famiglia, come per Mika e Nicholas, contatteranno presto gli insegnanti e parleranno con loro, fedeli al metodo Counseling. Il tempo è finito, è ora di andare via. Uscendo, Manfredi accetta di fare una foto con la mamma (tanta roba per un 14enne!), e lei lo guarda orgogliosa. «Comunque», sottolinea Simona prima di andare a casa, «io scelgo ancora mio figlio. Lo scriva: io scelgo lui, così com’è».

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Centri di Counseling per l’Autismo

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Sono Luis e amo realizzare marionette colorate al Centro Diurno di Intra

“Sono Luis e amo realizzare marionette colorate” nel Centro Diurno di Sacra Famiglia.

Luis ha 15 anni, vive con la sua mamma sul Lago Maggiore e a gennaio del 2021 è arrivato nel nostro Centro Diurno di Intra, a causa di comportamenti problema frequenti e aggressivi.

In questo anno Luis ha lavorato molto con il gruppo di lavoro composto da Teresa, Livia, Cinzia e Pasquale, con cui ha instaurato un bellissimo rapporto. Il suo atteggiamento è migliorato molto sia nella relazione con la mamma, che nel contesto sociale, soprattutto a scuola, dove finalmente è in grado di stare da solo con gli insegnanti, senza la sua mamma, per qualche ora e sempre in maniera più adeguata.

Luis ama realizzare marionette colorate con cui improvvisa storie e brevi dialoghi, è la sua attività preferita al Centro Diurno ed è davvero molto bravo e creativo.

Luis ha inoltre una spiccata predisposizione per i device e la tecnologia. È un nativo digitale e lo si vede dalla sua abilità nel ricercare immagini e districarsi con i tablet. Proprio grazie a questa sua abilità, i suoi educatori, grazie al progetto “Vite in prospettiva. Relazioni, autonomia e salute per ripartire insieme” finanziato da @Fondazione CRT, hanno pensato per lui alcune sessioni di training con schede didattiche, attraverso la piattaforma WordWall, che offre giochi interattivi e attività molto stimolanti. Il tablet ha permesso a Luis di comunicare le proprie esperienze ed emozioni attraverso l’utilizzo della tecnologia.

Il prossimo obiettivo di autonomia che Luis e l’équipe del Centro Diurno si sono posti è di aumentare i tempi di separazione dalla mamma, incrementare e recuperare le autonomie e capacità relazionali perse per via dell’isolamento dovuto al COVID e fare in modo che Luis possa passare sempre più tempo con i suoi coetanei nei contesti di aggregazione quali scuola e centro diurno.

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APANews

“Salute in movimento” porta avanti il metodo APA

APA_Salute in movimento

Cosa aspetti a muoverti? Sostieni “Salute in movimento”.

“Salute in movimento” è il progetto con cui Sacra Famiglia prevede di adottare in tutte le residenze il metodo APA-Attività Fisica Adattata, una vera e propria “terapia di vita” per le persone fragili, che ha integrato negli anni l’esperienza sul campo di cura della disabilità, anche grave e gravissima.

In Sacra Famiglia crediamo che il movimento sia salute per tutti e a tutte le età, ma soprattutto che sia vita per le persone fragili. Se assistite con competenza e passione, attraverso il movimento infatti possono ritrovare il senso delle giornate nelle residenze, mantenere le abilità residue e riscoprire la gioia della relazione con gli altri.

Quattro sono le fasi di presa in carico e personalizzazione del percorso terapeutico:

1. Valutazione clinica

2. Valutazione funzionale e la progettazione,

3. Avvio e il diario di équipe,

4. Monitoraggio trimestrale.

Un percorso fatto di continui aggiornamenti terapeutici ed educativi: ciascuna attività infatti è definita dopo un’attenta valutazione multidimensionale realizzata da un’equipe multidisciplinare. Gli ospiti partecipano a sedute bisettimanali di 75 minuti ciascuna, che prevedono esercizi di resistenza, rinforzo muscolare, equilibrio e flessibilità. Questi momenti diventano anche occasioni ricreative con forti benefici in termini di equilibrio psichico e di socializzazione.

L’obiettivo di Sacra Famiglia è estendere Salute in Movimento a tutti gli ospiti che possono beneficiare dell’attività fisica, sia disabili che anziani, e siamo a buon punto: oggi sono 200 gli ospiti coinvolti in 12 residenze e centri diurni di Cesano Boscone, ma entro quest’anno prevediamo di arrivare a 250 ospiti in 20 residenze e centri diurni, per raggiungere, entro il 2023, ben 700 ospiti in tutte le sedi.

Per realizzare tutto questo, però, abbiamo bisogno di attrezzature specifiche per le residenze (spalliere, lettini, carrucole e tavole propriocettive, palle di spugna, saturimetri, etc.) e di formare in modo professionale gli educatori.

Per aiutarci è possibile diventare partner di Salute in Movimento, in modo da partecipare a un progetto innovativo di vita e di ricerca, unico ed esclusivo, di grande impatto.

Chiedi informazioni!

Scrivi a: donazioni@sacrafamiglia.org

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La storia di Mauro e il suo ritorno alla luce

La storia di Mauro e il suo ritorno alla luce nel Centro Diurno Santa Chiara di Sacra Famiglia.

Mauro ha trascorso un’adolescenza serena, trascorsa tra la scuola e tanti amici, poi un improvviso trauma e una crisi durata due anni. La vita di Mauro sembrava scandita da due soli tempi. Ma per fortuna, dopo Sacra Famiglia, ce n’è stato un altro …

Due anni di buio. Prima, una vita normale tra scuola, oratorio, amici, sport, gite, viaggi… Poi, dopo una giornata sbagliata e un episodio a metà tra il bullismo e la molestia, nella testa di Mauro la luce si spegne. Improvvisamente. «Non è stato più lui. Di colpo, non lo riconoscevo più»: mamma Floriana, 59 anni, ha ancora la voce incrinata quando ricorda quel tunnel durato due lunghi anni.

«Era devastato, violento, si faceva del male … lui che prima era così allegro e solare. Lo psichiatra ci ha spiegato che l’aggressione subita aveva creato una sorta di “black out” nella sua mente, che l’ha portato ad azzerare le esperienze positive di prima e l’autostima che si era costruito. Si è chiuso in casa, ha iniziato a ingrassare … io ho sofferto come se fosse morto. Non mi vergogno a dirlo».

Così un giorno di sette anni fa, anche se con una buona dose di diffidenza e scetticismo, Mauro si ritrova all’ingresso del Centro Diurno per Disabili S. Chiara di Sacra Famiglia a Cesano Boscone.

«Per una settimana intera è rimasto seduto sulla panchina vicino all’entrata del centro diurno, e io con lui», racconta Emilio Garino, 38 anni, l’educatore di riferimento del centro diurno con cui Mauro ha trascorso molto tempo. «Non voleva entrare, non c’era verso. Diceva che qui non ci voleva stare, e punto. È stata una sfida che ha messo alla prova l’intero gruppo di lavoro ma che abbiamo accettato. L’arrivo di un ospite “impegnativo” porta a riorganizzare tutto e a rimetterci in discussione… e non è detto che sia un male, anzi». Così Emilio e i colleghi iniziano a lavorare sulla fiducia, per fargli capire che questa volta «nessuno voleva fregarlo».

Piccole tappe, piccoli traguardi. Due passi nell’atrio, mezz’ora nella prima stanza, un’altra mezz’ora seduto sulla sedia, un “ciao” detto ai compagni del centro diurno con cui, i primi tempi, aveva deciso di non parlare. «Odiava sentirsi dire di fare il bravo», ricorda Emilio, «aveva stabilito un certo confine tra sé e gli altri, e nessuno doveva superarlo. Poi piano piano… abbiamo trovato la chiave». Una chiave che, nel caso di Mauro, è stata la stima.

Sei qui non per ricevere ordini, ma per fare una strada che decidiamo insieme di percorrere. «Ha iniziato a sciogliersi quando ha capito che sapeva fare tante cose, che non era un peso, ma un aiuto. Gli dicevamo: vai in falegnameria a dare una mano all’istruttore che ha bisogno di te. Spiega come funziona il computer ai tuoi compagni. Andiamo in biblioteca a noleggiare un film così lo fai vedere ai tuoi… Si è aperto uno spiraglio».

«Sacra Famiglia l’ha preso nel punto più basso», sottolinea la mamma, «cucendogli addosso un progetto che ha compreso le sue caratteristiche, come la testardaggine, senza calcolare i tempi di risposta. Hanno saputo aspettare. Lui si è sentito compreso nella sua fragilità e ha ricominciato a pensare di potercela fare. Che qualcosa di buono per lui sia ancora possibile».

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Rapporto sussidiarietàNews

Anziani e disabili: nuovo modello di assistenza

Rapporto sussidiarietà

Evoluzione dell’offerta di posti letto per Anziani e disabili

Posti letto anziani e disabili in Italia

Fonte: elaborazione Fondazione per la Sussidiarietà su dati Istat

Il non profit è sempre più importante nel panorama del settore socioassistenziale italiano: le organizzazioni del terzo settore, come Sacra Famiglia, costituiscono infatti metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Un balzo in avanti di ben 7 punti percentuali, a cui fa da contraltare l’erosione della quota del settore pubblico, sceso dal 30% al 25%.

È uno dei dati che emergono dal rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (FPS), con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia, in collaborazione con le Università di Bergamo di Milano e di Parma e del Politecnico di Milano, presentato a Roma il 27 novembre alla presenza del sottosegretario alla Salute Andrea Costa e di altri parlamentari e autorità.

Interventi per anziani e disabili nei maggiori Paesi d’Europa
% sul PIL

Interventi per anziani e disabili in Europa

Fonte: elaborazione Fondazione per la Sussidiarietà su dati Ocse 2018 o ultimi disponibili

Non sono gli unici dati interessanti emersi dal corposo lavoro a cui ha partecipato anche Sacra Famiglia. L’Italia infatti – si sottolinea -destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). Non solo. Gli interventi per il supporto ai disabili rappresentano circa l’1,8% del prodotto interno lordo del Belpaese, contro la media del 2,0% nell’Ocse. In questo caso siamo in linea con Francia (1,7%) e Gran Bretagna (1,9%), ma lontani dalla Germania (2,3%). Sacra Famiglia osserva, insieme agli altri autori del Rapporto, come siano necessarie maggiori risorse e una riorganizzazione delle attività: il sistema va ripensato mettendo in rete i servizi, valorizzando il ruolo dei medici di base e del volontariato.

La scalata degli anziani in Europa
% di over 65 sulla popolazione

Scalata degli anziani in Europa

Fonte: elaborazione Fondazione per la Sussidiarietà su dati Eurostat

Tanto più che con 13,8 milioni di anziani, la nostra Penisola ha uno dei livelli più elevati al mondo di popolazione con oltre 65 anni, circa il 23% (20% nell’Unione Europea). I disabili con gravi limitazioni nelle attività abituali sono circa 3 milioni e 100 mila, il 5,2% della popolazione. Una quota, tra l’altro, destinata a salire secondo le proiezioni contenute nel Rapporto. Questo scenario – osservano gli autori – pone sfide: occorre rafforzare l’assistenza domiciliare e nel contempo rendere le residenze (RSA) luoghi più accoglienti. È necessario integrare i servizi territoriali con l’assistenza sanitaria e superare la loro frammentarietà e standardizzazione. Inoltre è urgente superare i pregiudizi sulla natura degli enti (pubblico, privato, non profit) per concentrarsi invece sulla valutazione di qualità, efficacia ed efficienza del servizio. Va perciò coinvolto chi opera sul campo e offre un contributo essenziale nel ridisegnare i modelli di cura.

«Crediamo sia oggi doveroso», osserva Don Marco Bove, presidente di Fondazione Sacra Famiglia Onlus, «passare da un modello di assistenza basato sull’offerta a un orientamento integrato basato sulla domanda, sui veri bisogni delle persone fragili – anziani e disabili – anche se complessi. Organizzazioni non profit come la nostra, da 125 anni fanno della risposta ai bisogni la loro missione, garantendo a tutti una presa in carico personalizzata, che pone al centro del percorso di cura la persona, la famiglia, la comunità».

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Convegno: una storia che guarda al futuro

«La sfida del prossimo futuro sarà quella di continuare a fornire servizi adeguati a bisogni che continuano a crescere, contando su una organizzazione sociale fragile e, al contrario, su supporti tecnologici in grande crescita»: ne è certo il professor Marco Trabucchi, già professore ordinario di Neuropsicofarmacologia nell’Università di Roma “Tor Vergata”, direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria. Un tema, quello del futuro più o meno prossimo dei servizi sociosanitari, che sarà al centro del convegno “Sacra Famiglia. Una storia che guarda al futuro – Fragilità ieri e oggi” in programma il 23 settembre alle ore 21 presso il teatro Cristallo di Cesano Boscone. Trabucchi, che sarà uno dei relatori del convegno insieme al professor Enrico Palumbo, storico dell’Università IULM e Monsignor Luca Bressan, Vicario episcopale della Diocesi di Milano, precisa: «Dobbiamo tener conto, in particolare, dei cambiamenti dello stile di vita, tra i quali ha un ruolo preminente la crisi della famiglia; a questi si associano spesso comportamenti di egoismo sia individuale che delle comunità. Inoltre», continua, «è necessario considerare che siamo all’interno di un periodo di progressi scientifici inauditi per complessità e velocità, i quali avranno un ruolo preminente nell’organizzazione dei servizi (domotica, telemedicina, intelligenza artificiale, ecc)». Sacra Famiglia «luogo di imprese di generosità intelligenti per gli ultimi 125 anni», secondo il professore ha saputo «adeguarsi a ripetuti cambiamenti avvenuti dall’inizio del ‘900, sempre mantenendo fedeltà all’impegno di rispetto per la libertà e la dignità della persona fragile e mirando al massimo possibile in termine di salute e di benessere». Una ragione in più per promuovere una riflessione a tutto tondo come quella del 23, a cui sono invitati tutti gli amici di Fondazione.

Scarica la locandina con il programma completo

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Siamo Fiori

Mimmo Paladino, artista tra i più noti del panorama italiano, è da tempo vicino a Fondazione Sacra Famiglia: pittore e scultore versatile, esponente della transavanguardia, fonde elementi artistici provenienti dalle più diverse aree culturali e ha sperimentato materiali e tecniche innovative. Anche lui ha deciso di donare una sua opera a Fondazione nell’ambito della nuova campagna Siamo Fiori a sostegno dei progetti per minori fragili.

Oltre a Paladino partecipano al progetto più di 40 artisti, designer e stilisti (tra cui Emilio Isgrò, Mimmo Paladino, AldoCibic, Michele de Lucchi, Marc Sadler, Fabio Novembre): ciascuno di loro sta creando un bouquet-scultura dalla forte valenza simbolica. Il fiore ha molti significati e molti sono i valori a esso associati, condivisi e vicini a quelli di Sacra Famiglia: fragilità, amore, cura, riconoscenza, bellezza e diversità.

Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Tam Tam, con la curatela di Alessandra Zucchi e Alessandro Guerriero; lo stesso Guerriero così ha sottolineato l’anima dell’iniziativa: «La motivazione del dipinto non sta nella sua efficienza, la sua realtà consiste tutta nella cura con cui esso viene elaborato, nella poesia che esso contiene».

Info, biglietti e catalogo: rrinaldi@sacrafamiglia.org

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Concorso fotografico-vincitoriNews

Concorso fotografico: 125anni

C’è il ragazzo con la pistola sparabolle che in un pomeriggio d’estate si diverte a scoppiarle, ci sono gli ospiti mascherati da supereroi per il Carnevale, ci sono i bambini che giocano al parco, ci sono fiori e pennelli tra le mani, sorrisi dietro le mascherine, sguardi che vogliono andare oltre lobiettivo… Sono i dodici scatti selezionati tra gli oltre 160 che hanno partecipato al primo, grande concorso fotografico indetto da Sacra Famiglia e riservato ai dipendenti e collaboratori.

Tema: il nostro 125esimo anno, che per una serie imprevedibile di eventi ha coinciso proprio con l’arrivo e il diffondersi del Covid. Un anno straordinario sotto tutti i punti di vista, che è stato immortalato da decine di fotografie scattate nelle Unità e nelle sedi: tra queste, le dodici scelte dal noto fotografo e fotoreporter Paolo Carlini andranno a illustrare i mesi del calendario 2022 di Fondazione, la cui copertina sarà composta da una trentina di altri scatti ritenuti meritevoli di una menzione speciale.

Un grazie a tutti i partecipanti innanzitutto per il loro lavoro, e poi anche per come sono riusciti a raccontarlo. 

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Lotteria benefica di Sacra Famiglia

Ecco i 50 biglietti vincenti:

Lista biglietti estratti

Per il ritiro dei premi:

Grazie di cuore per aver partecipato alla prima lotteria benefica di Sacra Famiglia!

Sfoglia la gallery e scopri alcuni dei 50 fantastici premi in palio

Angelini Beauty, Cantine Ferrari, Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Emporio Armani Etro, Furla, Gruppo Gabel, Hodeidah, La Tessitura Calabrese, Miabbono.com, Perfetti Van Melle, Rancé 1795, Ravensburger, Ray-Ban, Signorvino, Spectrum Brands Group, Tenuta Montelio, Wella, Zini Prodotti Alimentari

Angelini Beauty – Cantine Ferrari – Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano – Emporio Armani – Etro – Furla – Gruppo Gabel – Hodeidah – La Tessitura Calabrese – Miabbono.com – Perfetti Van Melle – Rancé 1795 – Ravensburger – Ray-Ban – Signorvino – Spectrum Brands Group – Tenuta Montelio – Wella – Zini Prodotti Alimentari

Si ringraziano: Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza

 

La lotteria è valida per la città di Milano e Provincia

I premi si potranno poi ritirare presso la sede di Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Piazza Monsignor moneta 1) entro il 21 agosto 2021.

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