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“COSE CHE SUCCEDONO!” – EPISODI DIVERTENTI, PASTICCI E GUAI

 “COSE CHE SUCCEDONO!” – EPISODI DIVERTENTI, PASTICCI E GUAI

Siamo arrivati alla fine di questa edizione del Centro Estivo per l’Autismo e attraverso il racconto degli operatori e dei tirocinanti abbiamo costruito l’approfondimento di oggi, che è un po’ narrazione, un po’ cronaca, un po’ amarcord.

Nella bellezza complessiva di questa esperienza, ciascuno di noi ha vissuto piccoli episodi di tenerezza, sorpresa, fastidio, curiosità e scoperta.

  • “Ce la faremo? Saremo in grado? E se sbagliassimo?”

Ricordiamo i timori di noi operatori nel momento della formazione prima della partenza.

Niente di più bello e più maturo perché il timore di sbagliare guida sempre nel tentare di fare la cosa giusta! Poi siamo partiti, con grande entusiasmo e tanta agitazione.

La strada è stata spianata grazie all’impegno e alla professionalità messa in campo: tutti uniti e coordinati come un team di F1. Ma il carburante che ci ha fatto arrivare al podio sono stati i sorrisi di operatori, tirocinanti, bambini e genitori che hanno sostenuto il nostro lavoro. Sorrisi dapprima timidi, poi aperti, franchi e sinceri, di chi si conosce e poi riconosce con affetto e stima il tuo lavoro.

Ricordiamo le preoccupazioni dei genitori che con il passare dei giorni hanno lasciato il posto a fiducia e gratitudine!”

  • “Le diversità sono diventate un valore aggiunto”

Le diverse professionalità, la diversa preparazione, la diversa conoscenza dei bambini come anche le diverse personalità degli operatori e dei tirocinanti si sono ben amalgamate con il caleidoscopio di caratteristiche dei nostri bambini.

La capacità di concentrarsi in attività semplici o complesse in maniera assoluta rendendole in quel momento le più importanti al mondo.

Le abilità di tenere in ordine, il gestire senza drammi le mani sporche di colore, di reinventarsi attività e cambiare i programmi, riutilizzare materiali.

Gestire con eleganza i capelli e i vestiti macchiati di vernice arancione o indossare una maglietta troppo stretta, accettare di bagnarsi, sporcarsi.

Mettersi in gioco per tutta una lunga giornata, arrivando sfiniti ma soddisfatti.

I genitori comprendono bene queste sensazioni perché le vivono ogni giorno, per tutto il giorno, con i loro bambini: la mamma di M. questa mattina felicissima sorride e ci dice “Grazie, di solito mi chiamano per riportarlo a casa perché non riescono a gestirlo. Invece per tutta la settimana è venuto sereno e senza problemi”.

La scoperta di sapersi capaci ed efficaci, la riscoperta del gioco e delle coccole, la potenza di uno sguardo che si posa su di te e ti riconosce, l’uso delle mani che comunicano, la fiducia in operatori diversi dal proprio.

Ecco cosa è accaduto dietro alle quinte di questa bella avventura, un pout pourri di gesti, azioni, chiacchiere ed emozioni che ci fanno guardare l’un l’altro e dire…

Quindi a tutti voi genitori un’infinità di grazie, perché, nessuno di noi è più lo stesso di un mese fa.

All’anno prossimo!!!

 

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