Si chiama "La vita ancora. Dittici" la mostra fotografica itinerante che raccoglie gli scatti del fotografo Gian Maria Zapelli. L'esposizione racconta la vita nelle RSA da una nuova prospettiva, che non pone l'attenzione sul declino ma su ciò che ancora vive e e si concretizza in queste strutture. La mostra sarà visitabile dalle 9:00 alle 18:00 a partire dal 13 ottobre.
Con una laurea in filosofia e una specializzazione in psicologia clinica, Zapelli ha intrapreso da anni un percorso che mette al centro le "persone invisibli" come i detenuti, chi vive in condizioni di indigenza e ai margini della società. Il progetto che ha portato alla realizzazione della mostra ha coinvolto sette RSA e il fotografo ha incontrato e fotografato 72 persone, una parte di questi ritratti è stata usata per l'esposizione. Le pose sono tutte naturali, create durante le conversazioni tra l'artista e gli anziani, mentre quest'ultimi raccontavano aneddoti del proprio passato, le esperienza lavorative, le loro passioni e momenti di vita quotidiana.
Una particolarità che contraddistingue gli scatti di Zapelli sono le inquadrature dal basso verso l'alto dei soggetti ritratti, per valorizzarne l'immagine. L'artista accosta poi a ogni persona ritratta un oggetto personale, scelto come simbolo della sua storia e personalità.
L'esposizione fa parte del progetto biennale "RSA, dove le generazioni si incontrano. Insieme per un approccio di sistema", iniziato nell'autunno 2024 grazie al finanziamento della Fondazione comunitaria del Lecchese e della Fondazione Fratelli Frassoni di Lecco. Un progetto nato per far diventare le RSA di Lecco e provincia ambienti di incontro tra giovani e anziani.
Con una laurea in filosofia e una specializzazione in psicologia clinica, Zapelli ha intrapreso da anni un percorso che mette al centro le "persone invisibli" come i detenuti, chi vive in condizioni di indigenza e ai margini della società. Il progetto che ha portato alla realizzazione della mostra ha coinvolto sette RSA e il fotografo ha incontrato e fotografato 72 persone, una parte di questi ritratti è stata usata per l'esposizione. Le pose sono tutte naturali, create durante le conversazioni tra l'artista e gli anziani, mentre quest'ultimi raccontavano aneddoti del proprio passato, le esperienza lavorative, le loro passioni e momenti di vita quotidiana.
Una particolarità che contraddistingue gli scatti di Zapelli sono le inquadrature dal basso verso l'alto dei soggetti ritratti, per valorizzarne l'immagine. L'artista accosta poi a ogni persona ritratta un oggetto personale, scelto come simbolo della sua storia e personalità.
L'esposizione fa parte del progetto biennale "RSA, dove le generazioni si incontrano. Insieme per un approccio di sistema", iniziato nell'autunno 2024 grazie al finanziamento della Fondazione comunitaria del Lecchese e della Fondazione Fratelli Frassoni di Lecco. Un progetto nato per far diventare le RSA di Lecco e provincia ambienti di incontro tra giovani e anziani.