Le basi spirituali e culturali dell’identità; il suo modello “provocatorio” che si è evoluto nel tempo; le relazioni con le persone accolte e con le loro famiglie; l’apertura al territorio e al volontariato; l’attenzione al personale e al linguaggio. Ecco perché Sacra Famiglia significa Sentirsi a casa
I nostri principi
L’unicità dell’umano
Sacra Famiglia nasce dall’intuizione del fondatore, don Domenico Pogliani, che volle dare un luogo di vita a tante persone in difficoltà, affidandole a una famiglia straordinaria - la famiglia di Nazareth - e richiamando la promessa di Dio che non abbandona mai nessuno dei Suoi figli. Non una semplice realtà di assistenza, ma una casa dove tutti, in qualsiasi condizione di fragilità si trovino, anche la più complessa (come oggi avviene sovente per le disabilità gravissime acquisite), possano ricevere aiuto ed essere riconosciuti nel loro valore infinito. Sacra Famiglia considera questa identità come suo fondamento e continua a proporla con convinzione e rispetto, nella certezza che si possa trovare un punto di incontro con tutti a partire dal valore universale e sacro dell’umano e della sua unicità.
Una città che accoglie Dal 1896, Sacra Famiglia continua a leggere la storia in cui è immersa, facendosi interrogare dai mutamenti della società e dei bisogni che affronta. Lo stile delle risposte è cambiato negli anni, ma è sempre riuscito a trovare soluzioni concrete e innovative. Se un tempo le realtà dell’Ospizio, e poi dell’Istituto, mettevano l’accento sulla necessità di tutela e protezione delle persone fragili, oggi il modello si è evoluto verso strutture che favoriscono la massima apertura al territorio. Una “città” che accoglie, ma che non ha muri e che invita tutti a entrare, promuovendo progetti e relazioni con diversi soggetti: istituzioni pubbliche, parrocchie, associazioni, singoli cittadini.
L’integrazione dei servizi Fedele alla missione di accogliere e rispondere a diverse necessità e fragilità di bambini, adulti e anziani, Sacra Famiglia ha sviluppato una caratteristica unica: l’offerta di servizi sociali e sanitari in un’ottica integrata, che non separi gli interventi e guardi alla persona nella sua interezza e nelle diverse fasi della vita. In questa prospettiva, accanto alle strutture per persone disabili e anziane sono stati aperti ambulatori e servizi sanitari, tra cui un ospedale, Casa di Cura Ambrosiana, attivo a Cesano Boscone dal 1968.
Un modello “provocatorio” Sacra Famiglia persegue con fermezza un approccio basato sulla qualità delle relazioni e rifiuta gli eccessi della sanitarizzazione e dell’istituzionalizzazione. Questo rifiuto è vissuto in modo tutt’altro che formale o strumentale, ma come una inquietudine e una tensione costanti. È il rifiuto quotidiano di rassegnarsi alla crescente cultura della mera prestazione o della custodia, per puntare invece su apertura, condivisione, cura e appartenenza. In tal senso, il modello di Sacra Famiglia si può definire oggi controcorrente e persino provocatorio, perché intende interpellare le coscienze e suscitare un dibattito costruttivo. È il modo scelto dalla Fondazione per opporsi alla standardizzazione delle cure, che rischia di rinchiudere le organizzazioni in una sterile ripetizione o, peggio, in una zona di comfort. Questo modello, e lo stile che ne discende, sono declinati con coerenza nelle varie componenti del “mondo di Sacra Famiglia”.
La “casa” Tutte le strutture della Fondazione si propongono come luoghi di vita. Se è vero che un’abitazione esprime di per sé un’idea di intimità e protezione, è altrettanto vero che solo permettendo ad altri di entrare e condividere tempo e relazioni, si trasforma in una casa. Ecco perché vogliamo che le residenze di Sacra Famiglia ospitino, spesso oltre gli standard di legge, ambienti comuni che favoriscano l’ingresso di amici e familiari e mettano un argine al rischio di isolamento; inoltre siamo impegnati a curare arredi e ambienti, affinché non siano freddi e anonimi. Costruire “case” è la vera sfida di Sacra Famiglia, in cui crediamo e per cui ci impegniamo ogni giorno.
La sostenibilità Efficacia, efficienza ed economicità sono valori che perseguiamo come condizione necessaria per poter erogare i servizi di cui c’è bisogno. Ma non possono essere l’unico obiettivo del nostro operato. Per Sacra Famiglia l’efficacia non deve minare il rispetto dei tempi di ciascuno, l’efficienza non deve appiattire gli interventi, l’economicità deve rispettare la dignità delle persone di cui ci si prende cura. La sostenibilità economica è uno dei principali obiettivi, ma vogliamo raggiungerla senza sacrificare i valori in cui crediamo.
Il personale Anche per questo l’attenzione riservata al personale, lungi dal limitarsi alla semplice verifica delle prestazioni, si fonda su due capisaldi: la formazione e l’ascolto. Se la formazione ha come focus le competenze, accanto ad esse è necessario promuovere luoghi e iniziative che facciano circolare le buone pratiche e aumentino la consapevolezza dell’unicità del compito a cui si è chiamati. Allo stesso tempo, è indispensabile il costante ascolto - in ogni modo possibile - anche della fatica, delle situazioni di stress, dei momenti in cui è urgente riconnettersi al senso di ciò che si fa. Solo riconoscendo i dipendenti e i collaboratori nella loro concreta individualità si possono incentivare lo spirito di appartenenza, la motivazione, il sostegno reciproco e il lavoro di squadra, insomma gli elementi che devono contribuire a rendere gratificante il lavoro in Sacra Famiglia.
Il linguaggio Consapevole che linguaggio e sensibilità sono in continua evoluzione, Sacra Famiglia si sforza di prestare attenzione alle parole usate nei vari contesti di lavoro. Preferiamo incontrare e prenderci cura dell’umano - non di utenti, pazienti, degenti o clienti - e farlo a nostra volta come persone, prima che come specialisti o operatori. Evitiamo di enfatizzare termini che rischiano di essere disumanizzanti - come reparto, nucleo, padiglione - cercando di valorizzare i nomi, le storie e i volti di ciascuno. È uno dei nostri modi di fare la differenza.
Le famiglie Il rapporto con le famiglie delle persone accolte è fondamentale per Sacra Famiglia, e la relazione con loro è costitutiva del nostro modello. Ricordando la Sacra Famiglia che sta all’origine del suo esistere, la Fondazione cammina con genitori, figli, fratelli e amici delle persone che accoglie, e che invita a sentirsi parte della nostra storia e dell’agire quotidiano. Non “parenti”, ma co-protagonisti: solo in una reciprocità si incontra veramente l’altro e si trasforma il singolo gesto in un percorso da continuare insieme.
Il volontariato Tutte le disponibilità a fare volontariato in Sacra Famiglia sono benvenute, su un tempo lungo o limitato, perché infinite sono le circostanze in cui si può offrire il proprio aiuto gratuito. Molte di queste comportano un rapporto individuale intenso con persone con disabilità gravi o gravissime e come tali richiedono spesso una fedeltà quasi da “angeli custodi” a cui essere affidati, nonché una competenza adeguata. La Fondazione dedica pertanto una cura particolare sia all’accoglienza dei volontari, perché possano ottenere la massima gratificazione in ogni contesto si trovino ad operare, sia soprattutto alla loro formazione, perché possano dare, se lo desiderano, un contributo essenziale anche nelle situazioni più complesse.