«La logica che ci guida è quella della casa, non del reparto. Anche oggi continuiamo a investire in strutture grandi, anche onerose, perché le persone devono vivere: la prospettiva non può essere solo sanitaria, centrata sull’idea che si debba guarire. Noi prima di tutto creiamo luoghi di vita, dove a ogni persona è riconosciuto un valore. Il progetto di vita, in fondo, lo stiamo già costruendo ogni giorno, da 130 anni, sottolineando che ciascuno è chiamato a realizzarsi, a costruire qualcosa, a compiere la propria vita».
Così monsignor Bruno Marinoni, presidente di Sacra Famiglia, ha presentato come la Fondazione sta lavorando per attuare, e non da oggi, il “Progetto di vita” previsto dalla riforma della disabilità al convegno nazionale Uneba in corso da giovedì 14 maggio ad Assisi.
Un convegno che ha messo al centro gli "ultimi"“Accogliere e servire nello spirito di San Francesco - Identità e presenza di Uneba accanto ai più fragili" è il tema dell’appuntamento, in cui oltre 100 partecipanti si sono interrogati sul servizio e l’impegno che oggi, come ottocento anni fa san Francesco, tante persone dedicano ai fragili, ai poveri, agli “ultimi” che spesso oggi hanno il volto di anziani non autosufficienti, persone con disabilità, minori con gravi difficoltà.
Monsignor Marinoni, intervenuto a una tavola rotonda insieme a rappresentanti di altre grandi organizzazioni come il Cottolengo di Torino, Il Serafico di Assisi e la Fondazione Il Cireneo di Vasto (CH), ha ulteriormente dettagliato cosa vuol dire “progetto di vita” secondo Sacra Famiglia, che da sempre ha focalizzato la propria attenzione su qualunque tipo di fragilità, anche e soprattutto quella con le maggiori difficoltà.
L'illusione dell'autonomia e la concretezza di un luogo di vita«Il rischio, quando si parla di progetto di vita, è pensare che l’obiettivo sia sempre e solo l’autonomia. Ma non funziona così», ha sottolineato. «Le strutture più grandi, come la nostra, sostengono il progetto di vita unico di ciascuno anche perché permettono continuità e sostenibilità, anche economica: in Lombardia, ad esempio, le Comunità sociosanitarie da sole faticano a reggersi. Il collegamento con una struttura più grande, come la sede di Cesano Boscone per esempio, può sembrare una scelta fuori dagli schemi, ma in realtà è migliore sia dal punto di vista economico sia per la qualità della vita di chi risiede in comunità, perché permette di essere inseriti in un contesto vivo, di partecipare a una vita condivisa e, non ultimo, di avere un’assistenza sanitaria sempre pronta e di alta qualità, cosa rara altrove».
Il ministro Locatelli: «Dobbiamo passare dall'assistenza alla valorizzazione»Al convegno di Assisi il 14 maggio è intervenuta, in collegamento da Roma, anche il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha richiamato la necessità dell’impegno di tutti «per lavorare insieme dal punto di vista istituzionale, del mondo del Terzo Settore e con il coinvolgimento del privato, perché solo insieme possiamo essere abbastanza forti e capillari per supportare i bisogni e le richieste di ogni singolo cittadino e di ogni persona che ha necessità».
E sulla riforma, da lei fortemente voluta, ha aggiunto che «non vuole fermarsi lì, ma dare davvero una spinta al cambiamento per passare dal mero assistenzialismo alla valorizzazione di ogni persona». Uneba, con i suoi 1100 enti associati in tutta Italia, è associazione di categoria e voce degli enti non profit di radici cristiane, che con 100mila lavoratrici e lavoratori si dedicano professionalmente ai più fragili.
Sacra Famiglia è uno dei maggiori enti della rete Uneba: monsignor Marinoni, oltre a far parte del Consiglio di Uneba Lombardia, è vicepresidente del consorzio Con.Te.S., costituito nel 2014 nell’ambito di Uneba, che conta oggi dieci soci; per Sacra Famiglia, Virginio Brivio è vicepresidente di Uneba Lombardia e presidente di Uneba Lecco.
Così monsignor Bruno Marinoni, presidente di Sacra Famiglia, ha presentato come la Fondazione sta lavorando per attuare, e non da oggi, il “Progetto di vita” previsto dalla riforma della disabilità al convegno nazionale Uneba in corso da giovedì 14 maggio ad Assisi.
Un convegno che ha messo al centro gli "ultimi"“Accogliere e servire nello spirito di San Francesco - Identità e presenza di Uneba accanto ai più fragili" è il tema dell’appuntamento, in cui oltre 100 partecipanti si sono interrogati sul servizio e l’impegno che oggi, come ottocento anni fa san Francesco, tante persone dedicano ai fragili, ai poveri, agli “ultimi” che spesso oggi hanno il volto di anziani non autosufficienti, persone con disabilità, minori con gravi difficoltà.
Monsignor Marinoni, intervenuto a una tavola rotonda insieme a rappresentanti di altre grandi organizzazioni come il Cottolengo di Torino, Il Serafico di Assisi e la Fondazione Il Cireneo di Vasto (CH), ha ulteriormente dettagliato cosa vuol dire “progetto di vita” secondo Sacra Famiglia, che da sempre ha focalizzato la propria attenzione su qualunque tipo di fragilità, anche e soprattutto quella con le maggiori difficoltà.
L'illusione dell'autonomia e la concretezza di un luogo di vita«Il rischio, quando si parla di progetto di vita, è pensare che l’obiettivo sia sempre e solo l’autonomia. Ma non funziona così», ha sottolineato. «Le strutture più grandi, come la nostra, sostengono il progetto di vita unico di ciascuno anche perché permettono continuità e sostenibilità, anche economica: in Lombardia, ad esempio, le Comunità sociosanitarie da sole faticano a reggersi. Il collegamento con una struttura più grande, come la sede di Cesano Boscone per esempio, può sembrare una scelta fuori dagli schemi, ma in realtà è migliore sia dal punto di vista economico sia per la qualità della vita di chi risiede in comunità, perché permette di essere inseriti in un contesto vivo, di partecipare a una vita condivisa e, non ultimo, di avere un’assistenza sanitaria sempre pronta e di alta qualità, cosa rara altrove».
Il ministro Locatelli: «Dobbiamo passare dall'assistenza alla valorizzazione»Al convegno di Assisi il 14 maggio è intervenuta, in collegamento da Roma, anche il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha richiamato la necessità dell’impegno di tutti «per lavorare insieme dal punto di vista istituzionale, del mondo del Terzo Settore e con il coinvolgimento del privato, perché solo insieme possiamo essere abbastanza forti e capillari per supportare i bisogni e le richieste di ogni singolo cittadino e di ogni persona che ha necessità».
E sulla riforma, da lei fortemente voluta, ha aggiunto che «non vuole fermarsi lì, ma dare davvero una spinta al cambiamento per passare dal mero assistenzialismo alla valorizzazione di ogni persona». Uneba, con i suoi 1100 enti associati in tutta Italia, è associazione di categoria e voce degli enti non profit di radici cristiane, che con 100mila lavoratrici e lavoratori si dedicano professionalmente ai più fragili.
Sacra Famiglia è uno dei maggiori enti della rete Uneba: monsignor Marinoni, oltre a far parte del Consiglio di Uneba Lombardia, è vicepresidente del consorzio Con.Te.S., costituito nel 2014 nell’ambito di Uneba, che conta oggi dieci soci; per Sacra Famiglia, Virginio Brivio è vicepresidente di Uneba Lombardia e presidente di Uneba Lecco.