«Qual è il tuo soprannome?», gli chiede un bambino incuriosito; ma Ernesto non può parlare e per lui risponde l’educatore Paolo De Gregorio, raccontando a tutti che, ogni volta che lo va a trovare, sua mamma lo accarezza sempre e lo chiama Ernestino, che poi per tutti è diventato Nino. Una risposta che regala stupore e sorrisi ai piccoli alunni dell’asilo Bibì e Bibò, che ogni mese, da alcuni anni, vanno a trovare quindici ospiti della RSD di Inzago, che li accolgono insieme a Paolo.
Un’iniziativa all’insegna della sensibilizzazione verso chi, per diversi motivi, deve affrontare la propria esistenza su una carrozzina, cambiando le proprie abitudini.
Interviste che fanno riflettere
La novità di questa volta è stata che i bambini si sono recati nella RSD e non viceversa; solitamente, infatti, sono “Gli Scarrozzati” ad andare a trovarli. Questo dettaglio li ha proiettati in un ambiente differente da quello a cui erano abituati, scardinando i loro punti fermi e ponendoli di fronte a nuovi interrogativi a cui hanno dato seguito in vere e proprie interviste. Se i bambini hanno meno filtri degli adulti, questa occasione ne è stata la riconferma: si è passati da domande generali su come alcuni fossero sulla sedia a rotelle, che hanno dato seguito a storie personali e commoventi, a interrogativi più seri e personali. Ognuna delle quindici persone ospiti di Sacra Famiglia ha risposto sorpresa dalla leggerezza con cui sono state poste le domande.
“Cosa prova il tuo cuore?”: una domanda speciale
Tra tutte le domande poste, sicuramente una ha colpito maggiormente i presenti. Un piccolo intervistatore munito di microfono a gelato ha chiesto a Valerio, con disabilità dal 1999 in seguito a un incidente in moto, cosa provasse il suo cuore. Valerio ha risposto così: «Sento che ogni giorno è un altro giorno, voglio sempre vivere intensamente; da quando mi sveglio fino a quando vado a letto, voglio vedere sempre una giornata bella». Anche Umberto, affetto dalla nascita da spina bifida, si è lasciato trasportare affermando di essere felice «perché in quel momento era insieme ai bambini della scuola materna».
Il valore del ribaltamento dei ruoli
Paolo De Gregorio, responsabile del progetto, si è mostrato entusiasta di questo momento: «Per la prima volta abbiamo avuto ospiti qui i bambini e non siamo stati noi ad andare da loro all’asilo, ribaltando la situazione e facendo provare a tutti delle nuove emozioni e situazioni».