Problemi con il linguaggio e l'apprendimento? C’è la logopedia

29 gennaio 2026

Si tratta di un trattamento riabilitativo che migliora e fa emergere le capacità comunicative. Riguarda l'età evolutiva e si rivolge ai bambini che hanno compiuto almeno tre anni o tre anni e mezzo

Logopedia

Durante la crescita i bambini possono riscontrare problemi con il linguaggio e con l’apprendimento. A questi disturbi Sacra Famiglia risponde con il Servizio di riabilitazione per l’età evolutiva, il cui scopo è individuare per tempo eventuali ostacoli dello sviluppo e intervenire per garantire il benessere al minore. Tra gli altri, Fondazione offre percorsi di logopedia personalizzati, costruiti sulla base della necessità del singolo bimbo e improntato sull’utilizzo del gioco.

La logopedia

La dottoressa Francesca Bitto, 43 anni, Neuropsichiatra infantile, ci spiega di più: «la logopedia è un trattamento riabilitativo che migliora e fa emergere le capacità relative al linguaggio e agli apprendimenti scolastici, per quanto riguarda la nostra area che è l’età evolutiva. Si può lavorare sulla parte fonetico-fonologica, cioè i suoni o sulla strutturazione della frase». Le attività che si fanno svolgere ai bambini sono diverse, a seconda delle difficoltà. Vengono tutte svolte al tavolino e si usano le immagini, come storie in sequenza da riordinare, se si sta lavorando sulla morfosintassi. Se invece si lavora sul suono, si propongono giochi dove ci sono parole con quel suono. Per esempio il Gioco dell’oca e la tombola, modificati dalla terapista. Viene anche utilizzato uno specchio, per spiegare al bimbo come deve posizionare la lingua e come deve pronunciare i suoni.

Un trattamento che accompagna i bimbi fino ai sei/sette anni

In media, i minori che iniziano un trattamento sul linguaggio hanno almeno tre anni, tre anni e mezzo e proseguono fino ai sei o sette. Spesso vanno avanti anche durante i primi anni della scuola primaria, perché potrebbero sorgere difficoltà di apprendimento, soprattutto riguardo alla lettura e scrittura. In questo caso si procede con percorsi più mirati sugli apprendimenti. «Si utilizzano anche applicazioni specifiche per lavorare da remoto seguiti dalle logopediste, come Leoapp e RIDInet», aggiunge Bitto, «Questi software consentono di fare giochi o attività di lettura. Per i bambini più grandi impostiamo un timer, che li aiuta a velocizzare la lettura perché dopo pochi secondi le parole spariscono dallo schermo».

L’importanza di accorgersi il prima possibile dei problemi

Arrivano anche bambini dai sette anni fino massimo alla terza media, che hanno problematiche scolastiche. Sono minori ai quali non è mai stato diagnosticato alcun problema di linguaggio, ma si sospetta una dislessia, una disortografia o altre problematiche di apprendimento. «Noi facciamo una valutazione e, se serve, la certificazione per DSA. Poi cominciamo un trattamento. Anche qui servono almeno un paio d’anni di terapia», precisa Bitto.
La dottoressa spiega poi l’importanza di accorgersi il prima possibile che un bambino potrebbe avere una difficoltà di questo tipo: «A parte i casi più gravi dove è evidente che c’è una difficoltà a comunicare, ci sono altri segnali a cui i genitori dovrebbero prestare attenzione: il ritardo del linguaggio e della comunicazione, la mancanza di gesti, per esempio indicare o fare ciao. Poi bisognerebbe guardare negli occhi il bimbo quando c’è qualcosa che lo diverte, per vedere se cerca lo sguardo dell’adulto. Se manca questo contesto dopo che il piccolo ha compiuto un anno o un anno e mezzo, bisogna allertarsi. Anche l’apprendimento è importante: alla fine della prima elementare un bambino dovrebbe saper leggere e scrivere, se non è così uno sguardo bisogna darlo. Già durante la scuola materna un maestro si può accorgere che un bimbo ha delle difficoltà e lo può segnalare».

I risultati

Di solito si fanno due sedute a settimana, di 45 minuti ognuna, ma in alcuni casi se ne fa solo una a settimana oppure una in ambulatorio e una da remoto con le applicazioni. Al termine del trattamento riabilitativo i bambini raggiungono netti miglioramenti riguardanti la corretta pronuncia dei suoni delle parole e, chi aveva problemi con la strutturazione delle frasi, impara a coniugare correttamente i verbi, a utilizzare il singolare, plurale, maschile e femminile.

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