Martina Papetti, educatrice della sede di Settimo Milanese di Fondazione Sacra Famiglia, è stata premiata al 2° Congresso Nazionale degli Educatori Professionali (ENAP), che si è svolto a Roma il 30 e 31 ottobre. L'appuntamento ha invitato oltre 300 professionisti da tutta Italia per parlare della figura dell'educatore nei contesti sociosanitari.
Sabato 31 ottobre, al termine degli incontri, si è svolta la premiazione del contest riservato ai poster scientifici dei professionisti, e il lavoro di Martina, intitolato "Connessioni sensoriali: incontrarsi oltre le parole", è stato selezionato tra i progetti più interessanti dell'anno dai partecipanti al convegno, chiamati a scegliere tra 67 elaborati. Il poster è stato ricavato dalla sua tesi di laurea, relativa all'attività svolta a Settimo Milanese per gli ospiti della RSA e della RSD nella speciale stanza multisensoriale di cui la sede è dotata.
Come funziona la stimolazione plurisensoriale
Il metodo utilizzato nella sede di Settimo Milanese impiega due approcci specifici. Il primo è l'Approccio Snoezelen, una tecnica che prevede la creazione di un ambiente rilassante e ovattato, la stanza multisensoriale, dove la persona viene esposta a stimoli calibrati per ridurre lo stress e ritrovare il benessere attraverso i cinque sensi. Il secondo è la Stimolazione Basale, un metodo pensato per chi ha disabilità gravissime, che prevede di aiutare la persona a percepire il proprio corpo tramite il contatto e il movimento.
I risultati dello studio e le parole di Martina
L’attività alla base del poster ha monitorato un gruppo composto da anziani con demenza e persone con disabilità, attraverso 11 appuntamenti bisettimanali. Grazie alle schede di osservazione, compilate dopo ogni seduta, l'indagine ha registrato un aumento della comunicazione non verbale e una migliore risposta emotiva nei rapporti interpersonali.
«È stato davvero emozionante salire sul palco, un risultato incredibile che premia il valore di un progetto condiviso con altre due educatrici di Sacra Famiglia», racconta Martina Papetti. «Vedere riconosciuti la passione e l'impegno per la ricerca nella mia tesi, è la parte che mi rende più orgogliosa».