Una giornata di festa e gratitudine per le suore che vivono nella sede di Cesano Boscone di Sacra Famiglia: il 18 maggio si è infatti celebrata la festa delle sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, le due fondatrici dell’Ordine religioso delle Suore di carità (più conosciute come Suore di Santa Maria Bambina), con una messa presieduta dal presidente monsignor Bruno Marinoni e concelebrata dai frati della “Sacra”.
"Troppo mi piace la carità"
Due donne che, nell’Ottocento, seppero dare vita a un’opera religiosa fondata sul servizio al prossimo, sull’educazione e sulla cura delle ragazze povere e senza mezzi, che allora erano destinate inevitabilmente a rimanere analfabete. Suor Marianna e suor Maria Chiara hanno raccontato con parole semplici la vita delle due sante, riprendendo anche il motto di santa Bartolomea: “Troppo mi piace la carità”, frase che ancora oggi esprime lo spirito di un istituto nato sulle rive del lago d’Iseo, e poi cresciuto fino a diventare, oggi, una presenza diffusa in quattro continenti.
Un servizio che nasce con l'Istituto
Il legame tra le suore di Santa Maria Bambina e Sacra Famiglia affonda le radici nei primi anni di vita dell’ospizio: don Domenico Pogliani, il fondatore, invitò le prime nove religiose chiamandole dalla casa madre di via Santa Sofia, a Milano, mentre gli ospiti accolti nella Casa della Sacra Famiglia erano già più di cento. Quello fu l’inizio di una collaborazione destinata a lasciare un segno, e che continua ancora oggi anche se con numeri più ridotti, soprattutto se si pensa che nel 1955, alla morte del successore di Pogliani, monsignor Moneta, le suore a Cesano erano oltre 100. Oggi, secondo i dati ufficiali più recenti diffusi dalla congregazione, le suore sono circa 4.000, più della metà impegnata fuori dall’Italia.
Una presenza fedele e preziosa
A Cesano Boscone sono oggi otto le suore presenti, e il loro servizio assume forme diverse: alcune operano direttamente accanto ai residenti, altre svolgono attività di volontariato, tutte continuano a offrire una presenza discreta, fedele e preziosa. La celebrazione di oggi è stata quindi anche un momento di riconoscenza: un grazie rivolto a chi continua a rendere viva una carità semplice e concreta, a fianco di chi vive o lavora in Sacra Famiglia.