Un appuntamento straordinario per un gruppo straordinario: martedì 14 aprile 50 operatori delle Rsa di Sacra Famiglia di Cesano Boscone, Settimo Milanese, Lecco e Regoledo si sono ritrovati al Museo Diocesano per visitare insieme la mostra “Non Dimenticarti” in cui sono esposte fotografie dell’educatrice della RSA San Pietro Marianna Sambiase che ritraggono i volti di malati di Alzheimer. Si tratta della prima volta in cui gruppi di operatori della stessa area di sedi diverse si ritrovano insieme per un’iniziativa comune di riflessione e rilettura dell’esperienza, alla luce di un progetto artistico come quello in atto al Museo Diocesano.
Una visita spiegata nel significato
Una visita che non doveva essere spiegata nel suo contenuto - si tratta di persone che lavorano con gli anziani ogni giorno - ma nel suo significato sì. “Non abbiamo voluto semplicemente venire qui a vedere delle foto”, ha sottolineato il presidente monsignor Bruno Marinoni, “ma ritagliarci uno spazio dedicato per avere occasione di condividere i valori che pratichiamo ma non mettiamo sempre a fuoco, contro il rischio di darli per scontati. E’ anche un modo per ribadire che abbiamo degli elementi in comune anche se lavoriamo in luoghi diversi, e per rinnovare la motivazione”.
"Non dimenticarti", un invito a riscoprire la persona nel presente
Prima di spostarsi nella grande sala che ospita anche una quarantina di scatti dei grandi fotografi Enrico Zuppi e Gianni Berengo Gardin che visitarono Sacra Famiglia rispettivamente nel 1946 e 2011, Marianna Sambiase ha dato una chiave di lettura delle proprie fotografie: “Il titolo ‘Non dimenticarti’ non è un richiamo alla memoria, al passato”, ha detto, “ma un invito a riscoprire la persona nel presente, con un movimento attivo, una decisione. Tagliare il filo con la loro vita di prima, con quello che erano, può apparire doloroso ma è necessario per riscoprirli. La fotografia in questo ha un ruolo importante”, ha concluso, “perché quando fotografo qualcuno gli sto dicendo ‘io ti vedo’: tutti vogliamo vivere nello sguardo di qualcuno, perché quello che distrugge è l'indifferenza”.
Un momento di riflessione dopo la visita della mostra
Dopo i 40 minuti dedicati alla visita vera e propria, in cui molti operatori hanno ricordato con affetto persone che sono state ospiti dei reparti e che oggi non ci sono più, un nuovo momento di riflessione ha raccolto impressioni e spunti, dall’importanza data al corpo delle persone che non possono più essere presenti con la mente, alla potenza degli scatti che sembrano diventare tridimensionali, quasi “sculture” che escono dalla carta per colpire chi guarda, fino alla consapevolezza di percorso che è iniziato tanto tempo fa ma che continua con gli stessi valori. “Ci sentiamo parte di una storia lunga 130 anni, nella quale cerchiamo di esserci ogni giorno”, ha sintetizzato Chiara Valentini, responsabile della RSA San Pietro. “Le immagini parlano da sole: abbiamo ritrovato ospiti che ci sono ancora e altri la cui storia abbiamo fatto anche noi. Questi spazi di condivisione e decompressione servono, ci fanno bene”.
La passione, l'impegno e il lavoro quotidiano degli operatori di Sacra Famiglia
Le conclusioni della mattinata sono state affidate alla direttrice dell’area Anziani di Cesano Boscone, Silvia Buttaboni, che ha sottolineato come la bellezza di momenti come questo sta anche nel poter scoprire un linguaggio diverso che definisce “i gesti che ognuno di voi fa ogni giorno. Ciascuno di voi è creativo”, ha sottolineato, “e ciascuno di voi è un protagonista, non un passeggero; anche se corre, anche se il tempo è poco… ma spesso per fare una cosa bene e una male occorre lo stesso tempo. La differenza è come io sto nella relazione, in quello che sto facendo, in come guardo la persona che ho davanti”.
Uno sguardo che le fotografie della mostra restituiscono in tutto il loro significato e nella loro unicità: non per indicare un modello astratto, ma per rispecchiare la passione, l’impegno, il lavoro e anche le fatiche di chi quello sguardo lo incontra ogni giorno.