Che cosa succede a una persona con disabilità che comincia a vedere male e non è in grado di dirlo?
Attorno a questa domanda si è svolto, venerdì 23 ottobre a Cesano Boscone, il convegno «Oftalmologia e disabilità», promosso da Sacra Famiglia e Casa di Cura Ambrosiana; un simposio che è stato anche vetrina di un lavoro che in Sacra Famiglia prosegue da 25 anni, in un contesto in cui, come è emerso dagli interventi, il 75% degli ospiti ha problemi di vista.
Lo hanno riconosciuto i tanti specialisti presenti, che non hanno lesinato i complimenti. Aprendo i lavori, l’Arcivescovo Mario Delpini ha osservato come il passaggio da «handicappati» a «persone con disabilità» non sia solo una delicatezza di linguaggio, ma un’interpretazione della situazione, che impegna a prendersi cura della persona in ogni suo aspetto, vista compresa. Alla base di tutto c’è la convinzione che anche le persone con disabilità abbiano il diritto di vedere bene e che, per questo, gli oculisti debbano imparare a visitarle con gli strumenti e le competenze adeguate.
Molto interessante, a questo proposito, l'intervento della dottoressa Rosina, anestesista di Casa di Cura Ambrosiana, che ha illustrato le procedure in uso presso la struttura per operare in sicurezza e tranquillità, attraverso la scelta di diversi livelli di sedazione, anche i pazienti con disabilità complesse.
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