Verbania, dal 1° ottobre cessa l’attività ambulatoriale e domiciliare

31 luglio 2026

La decisione è stata determinata da motivi di sostenibilità. Da anni Sacra Famiglia ha continuato a garantire questo servizio lavorando in perdita e ora accompagnerà ogni famiglia nell’individuazione di servizi alternativi sul territorio

Ambulatorio riabilitativo San Domenico, Verbania

È una decisione sofferta ma inevitabile quella che ha preso Sacra Famiglia a proposito dell’attività del servizio ambulatoriale e domiciliare presso la sede di Verbania, che cesserà a partire dal 1° ottobre 2026. Per anni la Fondazione ha continuato a garantire, lavorando in perdita, questo servizio che offre al territorio prestazioni di riabilitazione e fisioterapia per adulti, oltre a logopedia e neuropsichiatria infantile per minori.

La decisione è stata determinata da motivi di sostenibilità

La decisione di interrompere l’attività è stata assunta dal Consiglio di Amministrazione il 23 luglio scorso ed è stata determinata da motivi di sostenibilità: le tariffe e il budget riconosciuti al servizio, fermi da diversi anni, purtroppo non consentono più la prosecuzione dell’attività. Sacra Famiglia sottolinea che negli ultimi anni ha continuato a garantire tutte le prestazioni, non solo ambulatoriali, operando in perdita e coprendo la differenza con risorse proprie, nell’attesa di un segnale di adeguamento, che però non è arrivato. Oggi questo sforzo non è possibile alle attuali condizioni. La Fondazione sottolinea però che è disponibile a proseguire da subito l’interlocuzione con le istituzioni per raggiungere la sostenibilità di tutti i servizi e per continuare la propria attività nel territorio di Verbania, in cui è presente dal 1940.

Un anno di tentativi per salvare il servizio

Prima di arrivare a questa decisione, Sacra Famiglia ha cercato in ogni modo di evitarla, incontrando a inizio anno la direzione dell’ASL VCO per chiedere un adeguamento delle risorse. Per rendere il servizio sostenibile sarebbe servito un budget almeno 3-4 volte superiore a quello attuale, ma la richiesta non ha potuto essere accolta per mancanza di fondi regionali.

Gli utenti accolti in altre strutture

Nei mesi successivi la Fondazione si è confrontata più volte con i propri professionisti sul territorio, esaminando insieme strade alternative come una revisione della convenzione e lo sviluppo di prestazioni in regime privato. Ma alla prova dei numeri nessuna di queste ipotesi si è rivelata in grado di coprire i costi del servizio. Si è poi cercato un altro ente del territorio disposto a subentrare nella gestione, per non interrompere l’attività, ma la struttura interpellata, constatata la non sostenibilità del servizio alle attuali condizioni, ha condiviso l’impossibilità di farsi carico della gestione. L’ente si è però offerto di accogliere gli utenti nelle proprie strutture per garantire la continuità delle cure.

La chiusura posticipata per venire incontro alle famiglie

Solo a quel punto, dopo aver esaurito tutte le possibilità e aver informato tempestivamente le istituzioni, è stata decisa la chiusura. Inizialmente la data prevista era il 1° settembre ma è stata poi spostata al 1° ottobre proprio per venire incontro alle famiglie: settembre è il mese in cui si rinnovano i percorsi dei minori, un passaggio delicato che richiede tempo e attenzione.

Gli impegni verso le famiglie

Le famiglie sono state informate direttamente e per tempo con comunicazione scritta. Oggi la Fondazione garantisce che: tutte le prestazioni programmate fino al 30 settembre 2026 compreso saranno regolarmente erogate; le cartelle cliniche e le relazioni potranno essere richieste presso la segreteria; ogni famiglia sarà accompagnata nell’individuazione di servizi alternativi presenti sul territorio, anche grazie alla disponibilità già raccolta presso altri centri del VCO, per assicurare la continuità dei percorsi di cura.

La piena collaborazione con i servizi territoriali competenti

«Abbiamo sempre fatto tutto il possibile, continuando a garantire il servizio anche in perdita, in attesa di un segnale che ci consentisse di proseguire», dichiara il presidente di Fondazione Sacra Famiglia, monsignor Bruno Marinoni. «Comprendiamo pienamente il disagio delle famiglie, e assicuriamo che non abbiamo assunto questa decisione a cuor leggero. Il nostro impegno ora è uno solo: che nessun paziente resti solo nel passaggio verso un altro servizio». La Fondazione ringrazia le famiglie per la fiducia accordata in questi anni e le operatrici e gli operatori del servizio per la professionalità e l’impegno dimostrati, e conferma la piena disponibilità a collaborare con l’ASL VCO e con i servizi territoriali competenti in questa fase di transizione.

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