Dal 1896 la nostra storia è fatta di accoglienza, relazioni autentiche e una identità caratteristica. Un cammino accanto alle persone fragili che continua e si sviluppa,
raggiungendo ciascuno nella sua unicità.
Per celebrare questo percorso, abbiamo immaginato momenti aperti a cui invitiamo tutti:
eventi culturali, progetti e nuove "case" che raccontano chi siamo oggi.
Scopri gli eventi
Ecco cos’è l’essenziale per noi
Il valore della persona
In un tempo che misura il valore delle persone in base all’efficienza, all’autonomia e alla velocità, Sacra Famiglia dice una parola diversa, che non nasce da una teoria, ma da 130 anni di vita vissuta accanto alle persone fragili: la dignità di ciascuno non è data dall'utilità, dell'adeguatezza e perfino dalla salute, ma dal puro esserci. Questo, per noi, è l’essenziale.
Il metodo della premura
Per questo Sacra Famiglia accoglie l’altro così com’è, con una cura attenta che sa fermarsi, ascoltare, attendere. Una premura che non chiede nulla in cambio e che mostra come il tempo dedicato a una persona non sia perso, ma costruisca legami e senso.
Un sapere che si trasmette
Non si attraversano tre secoli senza saper leggere i cambiamenti e senza trattenere ciò che vale. Il nostro è anche un sapere che si trasmette: da chi c’era a chi arriva, chi lavora in Sacra Famiglia riceve e impara gesti, competenze e uno stile condiviso che sa rigenerarsi, anche dopo 130 anni. Non abbiamo la presunzione di dare lezioni ma semplicemente di indicare, umilmente ma fermamente, una direzione.
Un anno di incontri, memoria e futuro
Per il nostro anniversario stiamo costruendo un programma di eventi che realizzeremo nel corso del 2026. Qui puoi trovare il calendario provvisorio, che aggiorneremo di volta in volta.
Prossimi eventi
Una Storia che Attraversa il Tempo
Dal primo ospizio alle nuove strutture, il valore dell’accoglienza e della relazione ha attraversato il tempo, cambiando forma ma non sostanza. Le tappe principali del percorso.
L’estate in cui tutto iniziò
Dopo una vita ritirata e istituzionale (era canonico del Duomo di Milano), il 1° giugno 1896 il parroco di Cesano Boscone don Domenico Pogliani apre l'Ospizio Sacra Famiglia «per gli incurabili della campagna». Riesce così a dare accoglienza e collocazione a molti giovani e adulti disabili, che all’inizio aveva accolto direttamente a casa sua. Emarginati dalle famiglie, inabili al lavoro nei campi, queste persone erano di fatto abbandonate o, nel migliore dei casi, neglette e chiuse in casa. Don Pogliani dà loro una nuova vita in comune e, sostenuto dalle Suore di Santa Maria Bambina, li inserisce in una famiglia. Anzi: una Sacra Famiglia.
L’eredità del fondatore
Sentendosi prossimo alla fine, nel 1919 don Pogliani individua nel giovane sacerdote lecchese don Luigi Moneta il suo successore: alla morte del fondatore, nel 1921, Moneta prende la guida di Sacra Famiglia con un piglio manageriale e comunicativo che ne garantisce la sopravvivenza. Nel 1928 affronta il problema della carenza di personale religioso fondando le Ancelle della Divina Provvidenza, donne disabili che si consacravano al servizio agli ospiti e alla preghiera.
Gli anni della guerra
E' un tempo di resistenza: negli anni bui della seconda guerra mondiale Sacra Famiglia diventa rifugio per sacerdoti antifascisti, perseguitati politici e civili, oltre che per centinaia di sfollati. Consapevole del bisogno, Moneta sfrutta il bollettino dell'Ospizio, diventando un pioniere della raccolta fondi: inventa la rubrica Gocce d'oro per valorizzare anche le piccole offerte e ideò l'adozione a distanza dei bambini ricoverati.
La grande espansione e “la città nella città”
Il dopoguerra apre una nuova stagione. Sacra Famiglia è una comunità operosa e autosufficiente che cresce in modo esponenziale e porta a numeri impressionanti: alla morte di Moneta, nel 1955, le persone fragili che vivono a Cesano Boscone sono quasi 3500. Nel frattempo erano stato aperti 18 nuovi reparti e 4 nuove sedi:
Il passaggio alla modernità
Dalla contestazione, un nuovo modello
L’apertura al territorio e l’attenzione speciale ai “gravi”
Sono anni in cui avviene un cambiamento profondo: l’attenzione si sposta in modo deciso sui casi più gravi, sulle persone più fragili, la cui voce non è udita da nessuno; è lo stesso Rampi ad affermare il principio che anche la persona con disabilità grave ha diritto all’educazione, alla riabilitazione e al lavoro, come strumento di dignità personale. Allo stesso tempo, iniziano apertura al territorio, costruzione di piscine, palestre, laboratori; nascono i centri diurni (1986) e le prime comunità alloggio (1991).
Da pubblico a privato, per essere più liberi e crescere
Il cammino prosegue con un passaggio determinante: nel 1997 l’ente smette la veste pubblica di Ipab e nasce la Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus, un nuovo assetto non profit che permette di recuperare le radici originarie coniugandole con una gestione manageriale. Nel 2009 si conclude un decennio di grande sviluppo: nascono nuove RSD, nuove RSA, il Centro Diurno per anziani Villa Sormani, altre comunità sociosanitarie e le sedi di Settimo Milanese (2008) e Inzago (2009)
La sfida del Covid e il nuovo corso
La pandemia si abbatte come un ciclone sulle organizzazioni sociosanitarie, che vedono vacillare la loro capacità di proteggere i più fragili. La sfida del Covid, che lascia pesanti criticità anche economiche, ridisegna equilibri e apre la porta alla domiciliarità e alla tecnologia al servizio delle cure: Sacra Famiglia si rialza e riparte, anche grazie a una nuova governance, la presidenza di monsignor Bruno Marinoni e una squadra di manager che consolida il percorso intrapreso verso la sostenibilità e il miglioramento della qualità dei servizi.
Pronti per i prossimi 130 anni
Fondazione Sacra Famiglia
Da 130 anni, la cura è la nostra storia.
anni investiamo
nell'