Giovani e Terzo Settore, un lavoro faticoso ma che riempie la vita

20 agosto 2026

Turni di notte, fatica fisica e contatto con la sofferenza. Le professioni nel settore della cura possono non sembrare molto attraenti per i ragazzi, ma c’è chi continua a sceglierle come Bianca e Alessia che ne riconoscono il valore aggiunto e l’importanza

Terzo_Settore

Turni notturni, fatica fisica, il contatto con la sofferenza e la gestione di relazioni complicate. Descritto così a un giovane potrebbe non sembrare molto attraente il lavoro nel settore sociosanitario, eppure c’è chi lo sceglie perché ne riconosce il valore aggiunto: sapere per chi e per che cosa si sta lavorando. Come Bianca Grieco, 24 anni, e Alessia Milani, 25, che hanno scelto di farlo in Sacra Famiglia e che tutti i giorni si prendono cura degli ospiti della Fondazione.

Bianca Grieco, RSD San GiuseppeIl valore delle piccole cose per chi vive in Sacra Famiglia
Bianca Grieco è nata a Milano e da tre anni lavora nella RSD San Giuseppe della sede di Cesano Boscone, è figlia di due infermieri ed è stato proprio il padre a consigliarle di intraprendere una carriera nel settore della cura. «Dopo il liceo avevo iniziato Giurisprudenza che ho però lasciato», spiega, «Ho ascoltato il consiglio di mio padre e mi sono iscritta al corso per diventare OSS. Ho fatto il tirocinio al San Giuseppe e lì la mia vita è cambiata: qui ci si accorge dell’importanza delle piccole cose. Un sorriso, una parola, una canzone, che per gli ospiti sono moltissimo».

Al fianco dei minori con disabilità del Santa Maria Bambina
C’è poi Alessia Milani, che lavora nella residenza per minori con disabilità Santa Maria Bambina, sempre a Cesano Boscone. Dopo aver frequentato la scuola superiore per i servizi socio-sanitari si è laureata in Educazione professionale. «Durante l'università ho svolto un tirocinio in un centro di neuropsichiatria infantile e lì ho capito di voler lavorare in quest’ambito», racconta.

Alessia Milani, Santa Maria Bambina ResidenzialeRicordi, storie e traguardi raggiunti 
Bianca e Alessia lavorano quotidianamente a contatto con chi è più fragile, in un settore dove le relazioni sono fondamentali. Sono entrambe giovani e conoscono l’importanza della loro professione, che tutti i giorni le fa tornare a casa con ricordi e storie da condividere con le persone care. «Mi sono affezionata a un ospite che non c’è più, Guido. Parlavamo e mi dava il buongiorno chiamandomi per nome», dice Bianca, che aggiunge: «A casa racconto ai miei genitori la mia giornata e parlo dei ragazzi, perché alla fine noi veniamo qui per loro». E non manca la soddisfazione e la felicità per i risultati ottenuti, come confida Alessia: «La cosa più bella che mi sia capitata sono i piccoli traguardi raggiunti con i bambini, momenti che ti porti a casa la sera e che danno un senso a tutte le fatiche».
Forse lavorare nel Terzo Settore è faticoso e a volte non semplice, ma leggendo le storie di Bianca e Alessia si comprende la bellezza di aiutare chi ne ha bisogno nelle attività quotidiane, quella di condividere un sorriso o un momento di spensieratezza con una persona di cui ci si sta prendendo cura. Piccoli gesti, semplici, che giorno dopo giorno si trasformano in una relazione autentica, in un appuntamento al quale nessuno vorrebbe mai mancare. 


Notizie, storie e progetti